Mi piacerebbe molto leggere le argomentazioni con cui coloro che sostengono legittime le esternazioni del cardinale di turno, andranno ora a difender qual legittimo il giudizio che il Papa ha inteso formulare verso la legge 194 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza". Prevenendo quel che il tirapiedi (laico) del Pontefice: Rocco Buttiglione, l'unico politico costretto a dimettersi da Commissario Europeo per la sua lungimirante definizione sull'omosessualità ("indice di disordine morale"), andrà a sostenere, mi precipito a rammentare che Sua Santità Benedetto XVI è, per la Repubblica Italiana, il capo di uno stato straniero (prima che umile servo e fedele pastore della Chiesa Cattolica). Se nel frattempo non è intervenuta una ulteriore rivistazione del Concordato, rammento che qual cosa buona giusta (sì: "veramente cosa buona e giusta") v'è quella modifica al Concordato siglata nel 1984 tra il Cardinale Casaroli e l'allora Presidente del Consiglio Craxi, che statuì al suo primo punto che: "La religione cattolica non è più la religione di Stato". In tal guisa e a sottolineare come quel parere sia a cura non del presidente della CEI o un suo membro residente in Italia e cittadino italiano ma proprio del Capo dello Stato della Città del Vaticano, l'invito a non voler ingerire sulla vita politica e sociale di questo Paese, l'Italia (la Povera Italia), sarebbe quanto mai doveroso e auspicabile da parte di queste cariche istituzionali (anziché volersi occupare di improbabili querele).
martedì 13 maggio 2008
lunedì 12 maggio 2008
Una ragione per indignarsi
La prima domanda da porsi è: il dottor Renato Schifani è stato o no tra i fondatori di una società di brokeraggio: la "Sicula Brokers"? Se la risposta è "no", fine delle discussioni sul Senatore Schifani. Se la risposta fosse "sì" viene a ruota la seconda domanda: lei, Presidente Schifani, nel 1979, conobbe gli altri soci fondatori di Sicula Brokers (finanzieri del calibro di Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà)? E, ancora: ne è mai stato Amministratore? Se la risposta fosse ancora "no" la prego di voler scusare il tempo perso. Se la risposta fosse "sì" e se, come presumo, fosse "sì" anche alla domanda se lei è ta i soci fondatori nel 1992 di GMS società di recupero crediti con, fra gli altri, Antonino Garofalo, allora, in quel caso, avv. Schifani, gli indignati siamo noi e lo siamo non perché vittima del "vile" attacco da parte di Marco Travaglio ma perché un individuo come lei è stato chiamato a sedere al posto che fu di De Nicola, di Merzagora, di Fanfani e soprattutto di Spadolini. Si vergognino dunque tutti coloro che amanti del politically correct oggi le mostrano sostegno quando alto e forte dovrebbe essere invece il disprezzo e il grido di chi ha a cuore questo Paese: se ne vada.
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martedì 6 maggio 2008
Di delitti, pene e giudizi
Accanto a un delitto invariabilmente giace la sua motivazione. Il rispetto alla e della vita non è costituito da ragioni negoziabili né riducibili a meri fattori culturali o, peggio, ambientali. Dire, come ha affermato il Presidente della Camera, che l'orrido delitto perpetrato a Verona non possa venire ascritto ad alcun "riferimento ideologico" è tanto sbagliato quanto falso. Del resto è sufficiente prestare attenzione alle motivazioni che, appunto e guarda caso, stanno rassegnando gli stessi assassini circa il desiderio di difendere "l’immagine di Verona, città di classe" da chi oltraggia il loro augusto senso dell'ordine e del decoro. Capito signor Presidente della Camera? E sa a cosa ha sempre mirato il sindaco di Verona Flavio Tosi (che mi permetto di rammentarle venne condannato nel gennaio 2007 per isitgazione al razzismo [Wikipedia])? Ma proprio "decoro" e "ordine pubblico" che diamine. Una bimbo di 4 anni venne punto multato perché si accingeva a mangiare un panino seduto sulle scale del Comune (50 Euro, luglio 2007 [Repubblica.it]), giusto per fare un esempio del criterio col quale egli mantiene alto il "decoro" e l'"ordine pubblico" di quella città. Per concludere: è al corrente signor Presidente della Camera del commento cortesemente rilasciato da Andrea Miglioranzi consigliere della Lista Tosi? "Non sono ragazzi da crocifiggere..."[Fabio Poletti - La Stampa]. Capito? Desidera io vada a ricordale, signor Presidente della Camera, a quale Fronte il signor Miglioranzi è iscritto? No? Bene voglio dunque sperare che ove gli impegni inerenti all'alta carica Costituzionale glielo dovessero permettere, ella, signor Presidente della Camera, voglia cortesemente vergognarsi.
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martedì 29 aprile 2008
Della Costituzione Italiana
Coloro i quali, per età, o semplice distrazione non avessero chiarissimo cosa dica la XII^ delle "Disposizioni Transitorie e Finali" di cui alla Costituzione Italiana, volentieri rammento il primo comma: ""È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.""
Finché avrò cognizione, fiato, capacità di scrittura e fino a che mi verrà consentito, sempre alto sarà il mio grido di condanna verso chiunque mostri chiaro lo spregio a quei principi cardine che, sempre rammento, son costati sangue e vita per buona parte dei nostri genitori, nonni e avi. Che infine qualcun dietrologo di periferia o sgangherato revisionista avesse l'ardire di sostenere il contrario tanto nei confronti della Costituzione quanto nei confronti del rispetto al tricolore (che, è bene ricordare, costituisce carta igienica per il Senatore della Repubblica Umberto Bossi), andrebbe vieppiù a sottolineare quanto triviale, gretto e scurrile sia divenuto il proscenio politico al cui centro, unico e nero (letteralmente dalla testa ai piedi) svetta lui, il Capo della masnada.
[foto da Repubblica.it - Link QUI]
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sabato 26 aprile 2008
Lettera aperta al Sindaco di Milano
Lei Signora Brichetto Arnaboldi non mi dirà che non rammenta quando cade il Natale vero? Ebbene, a sua futura memoria, le rammento che anche la Festa della Liberazione di questo Paese dal dominio nazista e dalla dittatura fascista cade di 25. Ha visto? Uguale uguale al giorno di Natale, solo, anziché nel mese di dicembre (non erano comodi, nel 1945, a Natale, tra tutti gli alleati e il C.L.N. a liberare l'Italia) provvidero nel mese di Aprile. A me duole molto signora Sindaco di Milano che lei si sia scordata questa data al punto di prendersi degli impegni (!!!) Ciò è sbalorditivo e, vieppiù, di quali collaboratori ciarlatani ella si avvale se non provvidero -con cortesia ed eleganza- a rammentarglielo per tempo? Ma li cacci immantinente senza perdono alcuno. Del resto Signora Brichetto Arnaboldi non ho ragione di pensare ch'ella non volesse sfilare per le vie della città così come fece il 25 Aprile 2006. Lo rammento perché di lì a poco si tennero le elezioni che la videro eletta a Sindaco di Milano. Milano, signora Brichetto Arnaboldi è città sì da bere ma bersi con Milano la sua storia che è anche storia di questo Paese non è serio e codesta città non lo merita. Come? Chi è quel buffo signore con la fascia tricolore nella foto piccola? Ah, è il Sindaco di Torino mentre appunto stava dedicando il 25 Aprile ai caduti sul lavoro e, in particolare, agli operai della Thyssen. Si chiama Sergio Chiamparino e lui sì, è persona seria. Lei si vergogni.
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venerdì 25 aprile 2008
Lo sfolgorio della speranza
Oggi è il 25 Aprile. Spero che ogni buon italiano conosca la storia della sua Patria. Ogni buon italiano sappia quanti son morti in nome del tricolore e per quel vivere libero che garantisce a ognuno di esprimere il meglio di sè nel rispetto della Costituzione e delle norme che uno Stato moderno, il nostro, si è dato. La fiaccolata che ogni anno si tiene a Torino la sera del 24 Aprile, è simbolo del ricordo ma in quegli occhi gioiosi di migliaia di giovani che vi partecipano, si racchiude altresì la speranza che i valori della Resistenza restino vividi come lo sfolgorio delle loro fiaccole.
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martedì 22 aprile 2008
Fuori uno.
Ricordo molto bene non senza una punta di imbarazzo quando i giornali al Nord Italia erano usi titolare: "Calabrese uccide la moglie", che se poi il cittadino di Polonghera seviziava la figlia, il titolo, in quel caso, assumeva tono di carattere generale magari con nota di sincero sgomento: "Seviziava la figlia, ora si dispera". Sicché in attesa che il presidente del consiglio italiano in pectore volesse, con l'autorevolezza che gli è propria, promuovere migliori condizioni facendo sua l'istanza di Alitalia verso il Presidente della Repubblica Francese, Air France da Compagnia seria qual è, ha preferito tagliar corto e tagliarlo fuori. Non ci resta che la "Compagnia di San Paolo" il cui istituto di credito (San Paolo di Torino) è migrato in Banca Intesa ma temo che le finalità proprie di quella Compagnia mal si combinino con le finalità proprie di una compagnia aerea. Il commissariamento prima e il fallimento poi, con tutto ciò che ne discende, sembrano dunque dietro l'angolo. Ebbene, cosa titola oggi Il Giornale? A chiare lettere: "Ecco le sorprese di Silvio" circa la composizione del Governo e poi, in un riquadro a sfondo blu: "Un reato su tre commesso da clandestini" perché si sa, i balordi son oggi stranieri, quanto ieri erano meridionali. E l'Alitalia? Oh, nulla giusto un articolo di spalla. Vergogna !
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martedì 15 aprile 2008
L'arte del cantore
La statistica, come sosteneva il professor Golzio, è l'arte del contare (e non del cantore come un vile refuso andava svettando nella dispensa oggetto di studio). In questa luce guardo oggi ai miei amici, a quelli che so -anzi sapevo- esser dalla mia quando andavo lanciando le mie invettive sul grossolano minacciare di Bossi o al maldestro fare di Calderoli, con occhio diverso. Tra loro, statistiche alla mano, si annida certo qualcuno che in cuor suo, legittimamente, ha ritenuto di punire quella compagine politica in nome della quale, con buona evidenza, non si sentiva ulteriormente rappresentato e tutelato. Legittimo.
E' però anche mio legittimo e sacrosanto dovere rammentar loro che quella indispettita scelta, al di là di grossolani paragoni e battute, ha premiato chi condannato per mafia (Dell'Utri) ritiene tra il resto necessario un revisionismo circa la Resistenza e i suoi Valori, ha premiato chi (Bossi) è uso rivolgere alla signora Lucia Massarotto che ostende il vessillo nazionale (in nome del quale, ricordo, son morti in migliaia) che lui, con quella bandiera si pulisce il sedere (in verità egli usa altro simpatico sostantivo).
Mai però, in questo porco Paese, qualcun magistrato, andato ad aprire il Codice Penale all'art. 292 e letto il primo comma: ""Chiunque vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato e' punito con la reclusione da uno a tre anni"" abbia messo ai ferri quel vil bovaro, sicché, i nostri, nel dubbio e nel devastante forsennato legiferare ad uso e consumo del loro maledetto malaffare riuscirono, il 6 Luglio 2005, a depenalizzare il reato di vilipendio al vessillo nazionale.
Se ne accorgeranno tardi dunque del danno che hanno causato al nostro Paese. Un Paese che dalle pendici del Monviso, ai palazzi dell'intrallazzo meneghino, a Pontedilegno in seguito e a Venezia infine non merita chi tra il predellino di un'Audi, una porchetta e un tetrapak di vino vitupera, deride e offende la Repubblica e i suoi valori. Vergogna !
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The New Deal
Venerdì 11 Aprile il TG5 delle ventimachecominciaalle19:59quandovabene si apre con un'intervista al piazzista del capello silvio berlusconi: 8 minuti cronometrati. Appena dopo, come da regolamento, un Servizio su Veltroni alla chiusura della campagna elettorale: 4 minuti e 5 secondi. Lo sospettavo. Scrivo immediatamente alla rubrica Dillo al TG5: ""Alla faccia della par condicio: 8 minuti a far parlare quel coglione contro 4 per Veltroni. Siete proprio dei servi idioti."" Non tarda a far seguito l'accolito meneghino con un imperante e maiuscolo: FIRMATI CORAGGIOSO CITTADINO. A dire il vero il form utilizzato al sito del TG5 recita: "Il tuo nome" e io misi appunto giusto il mio nome (mica chiedono anche il Cognome e, a casa mia, non basta la generalizzazione a far sottindendere anche la richiesta del Cognome).
Che invito a nozze. Ecco tosto la mia risposta: ""Oh che paura !!!! Un dotto argomentare ricco di circostanziati e puntuali elementi volti a mortificare il grezzo insulto? Certo che no: meglio, assai meglio, l'alito della minaccia scritto in maiuscolo. Già in linea col prossimo corso politico? Mi fate molta pena,"" ovviamente con Nome E Cognome. Non tarda la replica: ""Il maiuscolo e’ solo capitato,gli insulti li rivolge Lei…non ci fa neanche pena"".
Sì, il nuovo corso era già cominciato
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venerdì 4 aprile 2008
Il tempo del rimpianto
Io non credo vi sia il tempo per la ricorrenza trascorso il quale essa non sia più pertinente, esiste al contrario e sempre il ricordo quando non anche il rimpianto che, vieppiù, acuisce la mancanza. Un non detto che se è vero non avrei avuto comunque mai modo di dire, v'è al contrario un comprendere per parte mia che rende tale quel rimpianto. Compresi solo negli ultimi anni del suo pontificato Karol Wojtyla.
Compresi dunque tardi l'infinita intelligenza che contraddistinse il cammino primario di quel Papa che capì come nel nuovo millenio egli dovesse spendersi mediando evangelizzazione e apertura verso il resto del mondo. Giudicai un atto dovuto quello che invece era un atto di forza là ove egli invocò il perdono per tutti i crimini commessi dalla Chiesa e sebbene rimasi folgorato anch'io dalle oceaniche folle di giovani innamorati di vita a Denver, Manila e soprattutto Roma durante il Giubileo, non compresi ch'egli stava dando a quei ragazzi giusto ciò ch'essi andavano domandando nel loro incerto cammino: qualcosa in cui credere. Scambiai quella necessità di specchiare -suo tramite- il proprio animo in Dio per isteria collettiva, fenomeni di fideismo dalla dubbia valenza sul piano della dottrina. Fui un osservatore laico poco attento anche quando bollai con lo stesso giudizio coloro che usciti di discoteca macinarono centinaia di chilometri per andare a Roma a rendergli omaggio. Se è vero che le aperture di Papa Montini in ottica a mio avviso illuminista (basti citare l'enciclica "Populorum progressio") non trovarono seguito nell'ortodossia di Giovanni Paolo II, è altresì vero che Paolo VI si mosse in un periodo storico molto diverso. Dalla caduta del muro di Berlino e della cortina di ferro del Regime sovietico, la commistione tra un capovolgimento politico e il venir meno di alcuni precetti morali, avrebbe potuto portare conseguenze ancor più temibili di quanto l'etilico vapore della libertà non esercitò di per sé nei confronti di coloro moralmente meno forti.
Averlo capito tardi mi spinge ora a rimpiangerlo fin più di coloro che gli dichiararono da subito stima e affetto. Son passati tre anni da quel 2 Aprile 2005 e di certo siamo o almeno io mi sento più solo.
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martedì 1 aprile 2008
La quarta "i"
Nell'estratto video di cui al collegamento in calce al presente (a cura di tv.repubblica.it), si vede e (purtroppo) si sente il candidato premier della CdL Silvio Berlusconi, rispondere a questa domanda formulatagli durante una conferenza stampa presso Adnkronos: "Blog e informazione online stanno fortemente condizionando la campagna elettorale americana, quanto pesa internet nella campagna elettorale italiana?" risposta, appena condita da una premessa circa il vergare egli a mano i propri interventi e farlo altresì per altri : "Non sono io la persona più adatta a darle una risposta realistica e con una conoscenza del mezzo che francamante non ho. Anch'io uso il computer, uso internet ma lo usano soprattutto i miei collabratori". Atteso che la domanda non fosse esattamente tesa a renderci edotti circa le conoscenze informatiche del candidato, ciò che mi chiedo è se sotto il cerone d'ordinanza egli si rammenti del vecchio proposito scolastico di seguire le tre "i" (inglese, internet e impresa) e, comunque, cosa dobbiamo attenderci da chi non conosca il peso e la rilevanza -poca o molta che sia- che questo uso dell'informatica ha sul governo della cosa pubblica? E, ancora: lo sa Berlusconi, tronfio nella propria ignoranza, che sull'onda dei tam tam via sms e via blog si può seriamente minare la credibilità di un Governo e financo la sua stabilità politica? Mediti lui e, soprattutto, meditiamo noi.
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Collegamento a "Internet? Non conosco"
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mercoledì 26 marzo 2008
Cina 1 Italia 0
Erano i primissimi giorni del 2006. La Stampa riporta in prima pagina la decisione degli Stati Uniti di spostare la cerimonia di consegna degli Oscar per non sovrapporsi alle Olimpiadi Invernali di Torino che si sarebbero inaugurate di lì a poco. Su Radio3, la rubrica "Prima pagina" che -di primo mattino- prevede il commento agli articoli di prima pagina dei maggiori quotidiani, era in quel periodo condotta da Oscar Giannino. Al tono di annoiata ironia con cui il Giannino osservò che quello de La Stampa era forse un eccessivo orgoglio cittadino, feci eco, chiamandolo, nel chiedergli se -in realtà e circa le Olimpiadi- non stessimo invece assistendo a una mancata occasione di orgoglio nazionale. Il coglioncello fece un lungo giro di parole per spiegare come le Olimpiadi non fossero state in realtà volute dal Paese e che pertanto... Bla bla bla e bla. Rammentando il commento televisivo alla cerimonia di apertura dei giochi da parte soprattutto di Franco Bragagna che con buona evidenza venne pagato in ragione delle cazzate dette e del loro numero (non taceva nemmeno sugli inni) in uno al fatto che la cerimonia di accensione della fiaccola non solo non venne trasmessa in diretta ma nemmeno in differita e appena appena a margine del delitto di turno da parte dei vari telegiornali, mi vien da pensare che Giannino avesse tutto sommato ragione e che, in definitiva, alla Cina e alle sue autorità va almeno riconosciuto un sentimento Nazionale non certo simile al nostro.
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Rimanendo in argomento, colgo il suggerimento di Irene e aggiungo volentieri l'appello lanciato da Vittorio Zambardino sul suo blog: Giocatevi l'accredito.
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sabato 22 marzo 2008
La fatal Novara
Per quanto la città di Novara rappresenti il mio domicilio professionale (risiedo a Torino) da oltre un quarto di secolo e per quanto, alla fin fine, ciò che mi unisce a quella città e ai suoi residenti, tra i quali annovero molti cari amici e in ambito blog, la cara Irene, sia un sentimento di affetto profondo quasi da "nativo", confesso di non capire il sentire comune della città e della provincia. Coma ha fatto la città, continuo a chiedermi da anni, a lasciarsi sfilare da sotto il naso una delle aziende che più hanno contribuito a portare alto il nome di Novara in Italia e nel mondo: la Banca Popolare di Novara? Come è possibile che l'altra azienda cittadina anch'essa nota ogni dove: l'Istituto Geografico De Agsotini abbia, negli anni in cui BPN entrava a far parte dell'orbita Banca Popolare di Verona (sua antica rivale e indegna concorrente) e cioè nel 2003, abbia messo a punto l'acquisto di Toro Assicurazioni quando forse a parità di costo avrebbe potuto mantenere la "novaresità" di BPN (e il suo patrimonio artisitico) con oggettivi ritorni se appena avesse provveduto a far fuori un management imbelle voluto dall'ancor più imbelle Presidente Lombardini? E come è possibile che di fronte alla perdita non solo economica che la città ha subito ma altresì di occupazione, oggi, e dopo mille manifestazioni a suo tempo tenutesi contro Malpensa da parte degli abitanti del luogo e non solo, oggi, ripeto, circa la venuta al pettine del nodo di quella cattedrale del deserto, vero buco nero di cifre astronomiche a suo tempo spese (vero on. Burlando?) -oltreché di bagagli- nessuno batta un colpo e anzi si riveli fin preoccupato per la perdita di posti di lavoro. Già perché i posti di lavoro direttamente e indirettamente persi da BPN non contano vero? E l'alta velocità? A cosa serve oggi piangere perché non c'è un Eurostar AV che si fermi a Novara quando a suo tempo la città si manifestò contraria al transito della TAV?
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martedì 11 marzo 2008
La Signora e il Cardinale
Un tempo, ma forse qualcuno ancora oggi, si riteneva che i giornali si potessero distinguere tra organi di informazione e organi di opinione come se, coloro comunemente intesi quali facenti parte degli organi di informazione non avessero né un credo politico né una fede religiosa che in qualche modo condizionasse -se non addirittura ispirasse- il loro dire. Pur di cronaca. Coerentemente col nostro tempo questa distinzione netta viene oggi meno e non è raro veder schierate autorevoli testate nazionali verso questa o quella compagine politica con, in esse, le autorevoli firme che le sostengono. Vede S.Em. Card. Angelo Bagnasco, io trovo più ipocrita colei che volge un annuncio economico in un lascivo richiamo verso torbidi servigi rispetto alla signora volgarmente ammiccante giù all'angolo. Parimenti, Sua Eminenza, trovo un tantinello ipocrita dar fiato a sì augusta bocca per leggere una sorta di mal confezionato programma elettorale quando, invece, mi pareva di aver intuito che il compito -che si legge "missione"- della Chiesa e dei suoi pastori fosse invero quello di assistere col conforto della fede l'uomo nel suo incerto cammino verso Dio. Che dice S.Em Card. -che si legge Sem Card ma non si inserisce in alcun telefono- sfugge qualcosa a me o alla signora giù all'angolo?
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sabato 8 marzo 2008
8 Marzo 1908
Non fosse che oltre il 60% degli analfabeti nel mondo sono donne e che oltre mezzo milione di donne muoiono ancora di parto, potremmo dire che un po' di strada è stata compiuta da quel 8 Marzo 1908 data nella quale 129 donne persero la vita in un'orrenda filanda. Un po' di strada, non molta però. Non molta perchè ancora oggi v'è ad esempio disparità circa il trattamento economico a parità di mansioni; ancora oggi, nell'industria e nei servizi è raro vedere donne affermarsi e raggiungere vertici di carriera. Oggi forse, il fenomeno della discriminazione è peggiore perché meno evidente, è impalpabile: si nasconde dietro a saponosi sorrisi quando non anche a mani che perdono il controllo. Molto meglio -al limite- una minor cessione del passo a favore di una più equa considerazione. Se e quando verrà quel giorno sono convinto che anche la mimosa sembrerà profumar di più.
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venerdì 7 marzo 2008
Cio che uccide e cio che fa onore
A volte scopri come non sia il proiettile a uccidere e forse nemmeno il luogo comune che vuole sia la parola a venir considerata arma da offesa. Lo sono invece l'ignoranza e la pochezza di coloro che vomitano fiele con l'argomentare consentito dalle tre connessioni sinaptiche che si ritrovano sole nelle loro teste tanto vuote quanto inutili. Sto parlando in particolare di Bruno Vespa (più e meglio descritto da slogan popolari quali: l'emblema del potere televisivo, vero padrone della RAI, il Ratzinger dei media TV italiani, il coglione che cammina... E altri che ora non mi sovvengono) e di Giampiero Mughini (anch'egli più e meglio noto tra il popolo come: il piccolo scribano catanese, il tuttologo degli stupidi, il niente fatto uomo... E altri). Costoro in uno a giornalisti minori che non vado a citare anche perché letti giusto dalla ristretta cerchia di chi ha eletto"Il Giornale" e "Libero" qual propri organi di informazione -contenti loro-, han preso a insultare senza fondamento alcuno, come nel loro costume, internet per la parte di rete che afferisce questo Paese e gli inerenti contribuenti. Atteso che in virtù della fonte il loro insultare è da doversi considerare un onore, volentieri invito coloro che dovessero leggermi (più o meno il numero dei lettori di quei giornali) a sottoscrivere la petizione di cui al banner in appresso.
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giovedì 6 marzo 2008
Cosa davvero c'è sotto?
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Emilio Marzano, e il sostituto procuratore della Repubblica Antonino Lupo, avrebbero -secondo stampa, TV e media in genere- espresso parere contrario alla scarcerazione di Filippo Pappalardi, papà dei due bambini di Gravina di Puglia, perché sussisterebbe il ""pericolo di reiterazione del reato"". Ora, atteso che quanto espresso tra virgolette è punto quanto gli organi anzidetti pubblicano e considerato non sembra siano stati resi pubblici gli atti in questione, ciò che prudentemente emerge è che quanto riassunto dai media possa considerarsi troppo semplicistico. Se esaminiamo il concetto spesso riassunto del "pericolo per sé e per gli altri", che nell'art. 274 del c.p.p. (Esigenze cautelari) viene ripreso dal terzo comma, vediamo come la misura cautelare viene tra il resto disposta quando: ""sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l`ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede"". "Della stessa specie" dunque e ciò cosa sta a significare? Che il Pappalardi -imputato per l'uccisione dei figli- potrebbe uccidere altri bambini. Quali? Quelli che han visto i suoi figli salire sulla sua auto, chi altri se no? E voi credete proprio che tanto Filippo Pappalardi quanto i PM di Bari siano così ingenui? Delle due quindi l'una o le motivazioni sono tanto più sottili quanto maggiormente circostanziate o v'è persecuzione nei confronti di quell'uomo.
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martedì 4 marzo 2008
Due vite un amore
Chissà qual era il nome che pronunciato ti induceva a fremere contento con negli occhi la luce della gioia. Chissà se hai lottato, se per quell'istinto naturale alla vita ti sei ribellato urlando al nulla l'impotenza e la disperazione. Chissà. Vi hanno trovati insieme, uno accanto all'altro in quell'alloggio lassù, alveare anonimo alla periferia della città dove un uomo troppo solo è spirato prima di Natale. Nessuno ha cercato lui, nessuno ha cercato te. Eri la sua ragione di vita e lui della tua. Qualcosa però mi porta a ritenere che hai fatto nulla. L'istinto si è piegato al dolore e alla rassegnazione. Se avessi guaito forse ti avrebbero udito ma cosa sarebbe cambiato. No, meglio lasciarsi andare al ricordo dei giorni felici, insieme a lui. Due vite un amore.
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venerdì 29 febbraio 2008
Perché fa figo
Non ho mai francamente capito quando festeggi di norma il compleanno uno che ha la ventura di nascere il 29 Febbraio cioè Oggi. Il 28? Il 1° Marzo? Un anno ogni quattro? Mentre su ciò va dilaniandosi il pensiero debole, l'altro, quello forte, guarda con occhio gioioso alla vita che lo circonda e legge. Legge ad esempio che Buttiglione... Sì, sì quello che al Parlamento Europeo si espresse con i toni aperti e concilianti che sono propri al suo schieramento, circa l'omosessualità e il ruolo della donna. Come? L'avevate dimenticato? Ma dai che dovette pure dimettersi da Ministro delle Politiche Comunitarie. Figuratevi uno che dovrebbe presiedere alle "politiche comunitarie" in Europa che lancia strali razzisti credendosi un proto-Ratzinger !!!! Ora che son certo l'avrete rammentato mi piace mettere in evidenza come sullo scandalo (sì, un altro) degli evasori fiscali coi conti nel Liechtenstein spunti questo faccione da gatto scemo per mettere le mani avanti e farci credere ch'egli là aprì un conto (quando non è chiaro) perché gli potesse venir versato lo stipendio dall' "International Academy of Philosophy" circa l'incarico di vice-rettore che gli incauti gli affidarono. Mi scusi Buttiglione del cui oggetto lei, nel tempo, ha preso le sembianze come gli anziani con i cani: atteso che ciò non accadde tre mesi fa, ci vuol cortesemente spiegare perché s'ostina a mantenere un conto in disuso? Perché fa figo? Via su.
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giovedì 28 febbraio 2008
Il "grigior" mortis
La campagna elettorale presenta con il festival di Sanremo più di un'analogia. Non mi riferisco alle iperboli da osteria care tanto a Baudo quanto a Berlusconi né alle simpatiche esternazioni che già un tempo contribuirono ad allontanare il maître a penser di Sanremo dagli schermi televisivi -per la salute mentale di ognuno- ma che -ahi noi- non sortirono alcun effetto sulla visibilità del leader di Forza Italia che dovrebbe per altro rimuovere coloro che gli suggeriscono mises e accessori giacché indossare costantemente una camicia nera e giurare di non esseresi spostati dal centro muove più di un sorriso di compassione. Mi riferisco in effetti al "grigior mortis" con cui l'uno e l'altro schieramento cercano di indurci a ritenere ch'essi rappresentano il nuovo. Non ci riesce Veltroni che esorta i cattolici con un "dobbiamo convivere" condito con il rancido olio del "non c'è ingerenza della Chiesa" un paradigma almeno sospetto che muove anch'esso nelle coscienze dei cattolici quanto dei laici un sorriso di compassione. E dunque? E dunque il ridicolo di un pentagramma troppo simile a un altro si confonde coi miasmi di un programma troppo simile all'altro.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Abbiamo ucciso la Speranza
Qualsiasi commento sulla tragica fine di quei bambini di Gravina di Puglia sarebbe scontato e alla lunga sin un noioso dire oltre a uno stanco leggere, solo, mi chiedo -e credo ci chiediamo- in che misura oggi possiamo ritenere che nei casi degli altri bambini scomparsi si sia davvero cercato in ogni dove. Non sarà che più vicino di quanto non si pensi sia la soluzione di altri casi di sparizione? Quei due piccoli ancorché gettati in quel pozzo han chiesto aiuto, hanno urlato e noi, noi forze dell'ordine, noi cittadini probi che alla sera ci chiudiamo in casa e che ci facciamo i fatti nostri, noi, abbiamo l'animo lieve di chi scevro di ogni macchia? Possiamo batterci tronfi il petto perché assolti di fronte a quei due piccoli e di fronte a Dio? Non credo e sono certo che nel profondo di ognuno per tutte quelle volte che ci siamo voltati quando sapevamo che forse il male era appena lì, a un passo, stia la consapevolezza di aver un poco contribuito a uccidere la speranza.
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lunedì 25 febbraio 2008
Quattro Amici al Bar
Me ne stavo lì ad ascoltare quell'attento e particolareggiato dire su aromi e profumi quando il trillo del suo telefono mi riportava alla realtà. Visibilmente imbarazzato ha provveduto tosto a spengerlo ma quel poco suono è stato sufficiente per riconoscere il motivo: "La gatta". Ero bambino quando le parole di quella canzone mi sorpresero a immaginare una vera gattina con una macchia nera sul muso e una soffitta dalla quale la gattina entrava e usciva per il suo perlustrare notturno. Ma la mente, ovviamente, prese a galoppare altrove lasciando quella sala un poco fredda nel suo moderno stile al discorrere di aromi e profumi. "Il cielo in una stanza" la cui musica è forse tra le migliori del secolo scorso ma anche "Sapore di sale" che tano più tardi, infiammò la mia fanstasia di fronte a quei primi bikini. Eccolo lì di fronte a me, "quattro amici al bar" di una vita, la nostra, che lieve mi ha sorriso nel portarlo qui di fronte a me. Appena posso mi piace scrutare nell'azzurro dei suoi occhi quel mare tante volte cantato, scritto e sognato. Un mare che poco dopo ci sarebbe stato elegantemente servito quali piatti ispirati alle sue canzoni. Quaranta commensali e un poeta maledetto: Gino Paoli.
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Fabrizio Zanelli
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venerdì 22 febbraio 2008
Giù le mani dal Profeta
Sono almeno coerente con me stesso e lo sono con particolare riguardo là ove i preconcetti sono, come suol dirsi "a prescindere". A prescindere dal fatto che quell'auto mi piaccia, non l'acquisterò mai perché di quella marca... Bel coglione mi vien da esclamare con gioia. Niente di più bello, invece, che ricredersi, dell'umiltà di coloro capaci di far macchina indietro circa quei giudizi e quelle opinioni creduti assiomi nel momento in cui vennero formulati. Questa capacità di revisione e scatto di reni, in cui per altro si fonda uno dei motivi di grandezza dell'uomo, non sembra tuttavia esser proprio di casa Bondi là ove il filosofo-poeta-lecchino ha tracciato con tratto di penna fermo le linee secondo cui PDL dovrà comporre le proprie liste elettorali. Nessun procedimento penale -egli raccomanda- salvo aggiungere: a esclusione di quelli aventi "origine di carattere politico" ?!?!?!? Contano di candidare Solženicyn (peraltro riabilitato nel suo Paese senza averlo a suo tempo detto a Bondi)? Hanno in mente un esule che mi sfugge o si riferiscono alla luce guida, alla musa ispiratrice dell'operato di Berlusconi e cioè al vate Marcello dell'Utri? ... Povera Italia.
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martedì 19 febbraio 2008
Donne e motori
Mi piacciono le automobili. Se aggiungessi mi piacciono anche le belle ragazze direi di aver dato ancora una volta forma e vita a uno stereotipo maschile tanto ovvio quanto trito. Tornando alle auto e non potendomi permettere un'Aston Martin Vanquish S color verde bottiglia (che fa tanto inglese), viaggio a bordo di una dignitosa auto di serie color blu scuro (che fa tanto banca). Voi sapete quanto si nota lo sporco sulle auto di colore scuro (e chiaro); potrò mica farla lavare ogni due giorni? La porto dunque a lavare una volta all'anno con buona pace delle formiche che nel frattempo trovano comodo riparo negli anfratti della moquette nera che ricopre il pianale dell'auto. Al signore di origine albanese addetto al lavaggio, lascio le chiavi perché sposti l'auto, la muova, la volti... Faccia insomma quanto necessario. Dirò di più: per non imbarazzarlo non sto lì piantato come un palo a guardare ciò che fa ma vado a fare una passeggiata. Ora io a un leader di Partito che inizia la propria campagna elettorale non già col dettagliare i suoi propositi o illustrare i provvedimenti che avrebbe in animo a favore dei più, ma sia tutto preso a sostenere che l'avversario, brutto e cattivo, ha "copiato" il suo programma (mentre lui faceva l'intervallo e mangiava un Duplo), ecco, io, a uno così, la mia auto da lavare non la darei. Figuriamoci le chiavi !
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lunedì 18 febbraio 2008
Maetto for President
I pretendenti alla delicata carica di Presidente del Consiglio dei ministri, che nella nostra ottima Costituzione rammento come egli venga considerato *in uno ai Ministri* il "Consiglio dei Ministri" e, quindi, un "Primus inter pares", al momento sono:
- Daniela Garnero della Destra fiamma ardente nella foresta nera (più nota come Santanché che non è un'aranciata ma è il cognome del primo marito della signora la quale come l'altra aquila "Brichetto Arnaboldi" in Moratti si fa chiamare con un cognome se non più famoso di certo più... Esotico),
- i due "ONI" che non necessitano di particolari precisaziONI né di ulteriori, facili, crasse rime baciate
- Pier Ferdinando Casini che di suo ha raramente coniato una frase con soggetto, predicato e complemento ma in grado di ripetere molto bene tanto gli slogan quanto il ratzinger-pensiero,
- Fausto Bertinotti che fatica a tener compatta una sinistra... sempre più Sinistra,
- Bruno Tabacci (Rosa Bianca tatuata sul seno scarno di quel povero disgraziato di Boselli che avrebbe voluto Veltroni lo chiamasse ma che invece questi ha preferito chiamare Di Pietro), nome del Partito un po' lungo ma di sicura presa sui Patronati e le dame di carità
- Marco Ferrando (Partito Comunista dei lavoratori ché si vede esiste un Partito Comunista degli imprenditori che al pari e più di come il popolo-della-libertà in uno con la casa-della-libertà, che sa Dio quale sia la differenza, e la Lega e AN vuol far credere che lavora per le famiglie e i poveri).
Bene, anche il mio gatto dopo un momento di incertezza e febbrili consultazioni ha scelto di non apparentarsi con alcuno. Correrà solo. Dal tinello allo studio con digressione al bagno per un veloce giro di Crocchette ma vivaddio da solo. Vi aggiornerò su nome della coalizione e simbolo. Per il momento: Votate Mao, Maetto for President.
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giovedì 14 febbraio 2008
Una sera... Un Amore
Non dicesti una parola, solo, appena prima di salutarmi, mi porgesti una rosa. Perché, ti domandai curiosa di sentire quel volevo sentire ma tu ti limitasti a sorridere. Quel sorriso che ti vidi tante volte mentre anche gli occhi ti sorridevano. Erano gli anni nei quali il presente è eterno, piccola presunzione della giovinezza. Speravo facessi il gesto di baciarmi offrendomi modo per respingerti sdegnosetta salvo, vedendoti deluso, baciarti io ma tu ti limitasti ad accarezzarmi i capelli, gli occhi gentili, il sorriso malinconico. Sento ancora la tua mano mentre ora, quella rosa, è qui accanto a me, perduto il colore e svanita la linfa come perduto e svanito nell'ombra del passato è il ricordo di una sera ma non di un amore.
Me ne rimango lì impalato e capisco che ora dovrei baciarti ma non ne ho il coraggio, troppi no che mortificano qualche sì che non gratifica. Temo di essere un'annotazione a margine all'agenda del tuo sentire e ho paura, tu mi scoppi dentro e quando ti guardo lo stomaco si chiude. Se ti abbracciassi ora ti toglierei il respiro mi limito quindi ad accarezzarti i capelli e sento, mentre li accarezzo, che ti sto perdendo. Mi guardi in modo strano mentre sorreggi lieve quella rosa, chissà cosa pensi in questo silenzio che dura un attimo nel tempo ma è l'eternità nella mia memoria che ti imprime mentre chiudi adagio la porta. Sento ancora i tuoi capelli ed il loro profumo... Gli anni non cancellano il ricordo di una sera e vivo è il rimpianto di un amore perduto.
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mercoledì 13 febbraio 2008
Attraversare con molta cautela
Sono profondamente colpito e toccato dall'attenzione peraltro prevista dal suo ruolo istituzionale che don Nicolò Anselmi -responsabile della Cei per la pastorale giovanile- ha inteso riservare ai giovani là ove esprime legittimo sconcerto, franco distacco, e caldo invito al ravvedimento volto agli interpreti di un noto film che qui, mi vorrete perdonare, non si intende pubblicizzare. Non si intende pubblicizzare per meglio soffermarsi sulle sofferte parole che don Anselmi ha indirizzato ai giovani, lo stesso imbarazzo, lo stesso distacco e fin anche lo stesso invito a ravvedersi che, mi par di ricordare, egli solé rivolgere in occasione delle note vicende che videro qualcuno dei pastori di questa Chiesa accusati di pedofilia. Non indossi l'abito scuro don Nicolò se di sera dovesse mai attraversare, con l'augusto passo, le vie della mia città. Sa, son miope...
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lunedì 11 febbraio 2008
Un sogno Piemontese
Il 10 Febbraio 2006 venivano inaugurati a Torino i XX Giochi Olimpici Invernali un evento che solo la miopia, la stupidità (e l'invidia) di qualcuno, ha bollato come circoscritto. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi Estive e Invernali vengono considerate nel resto del mondo un meraviglioso momento universale di verifica e confronto su un terreno, quello dello sport serio e vero, che parla un solo idioma: quello del sacrificio, della sofferenza e della gioia. Questo quanto scrissi quel giorno:
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Oggi tu non ti accorgevi ma io di sottecchi spiavo questa concessione al tuo solito modo di essere un poco trasognata distante ed altera. Eri lì vezzosa e come fa il gatto che non lo domanda ma lo gradisce, ti facevi accarezzare da migliaia e migliaia di occhi attenti, giovani e stranieri, mollemente sdraiata sotto un terso sole e protetta dalla cornice delle Alpi. In questa giornata senza nuvole e senza miasmi si perdevano stupiti ed ammirati nelle tue piazze aristocratiche, all'ombra dei palazzi nei quali s'è fatta l'Italia, storpiando nomi e commettendo inesattezze ma tu paziente sembravi ammiccare. A volte mi fermavo a guardare come loro ti guardavano indeciso se esser un po' geloso o un po' orgoglioso e non so se volerti tutta per me o esser fiero di saperti al centro del mondo. Sei fiaba per amanti che si baciano sulle rive del Po o sotto ai lampioni, sei reale per quanto hai saputo offrire e sei mia e ti amo, Torino.
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sabato 9 febbraio 2008
Dategli il tetto di un'auto
Mi ha molto fatto sorridere il casual Berlusconi (giacca scura, camicia nera, capelli neri) render noto in piena assonanza d'abbigliamento la corsa alle elezioni in uno con Alleanza Nazionale. Mentre Fini ha intrattenuto i giornalisti di fronte a un leggio, sobriamente vestito, citando la giornata di ieri come un momento storico per il Paese -in cui tuttavia, da zotico qual sono, non ho avvertito il vento della storia soffiarmi accanto-, il capo popolo Berlusconi è invece salito sul montante dell'auto e appoggiatosi al tetto ha amabilmente raccontato non la battuta di pesca nel mar dei Sargassi ma l'alleanza con AN. Atteso quindi che i due leader pare diano sin da subito valenza diversa alla loro unione mi piacerebbe domandare a Fini in che misura valuta questo fondar alleanze sul tetto di un'auto (pur di pregevole fattura tedesca) quand'egli ben prese le distanze dal modo -del tutto identico- con cui venne fondata la Casa delle Libertà.
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venerdì 8 febbraio 2008
Ciò che il buon conduttore non deve
Seguivo ier sera la trasmissione "Anno Zero" condotta in studio da Michele Santoro il quale, detto con franchezza, mi è sempre piaciuto poco. Ieri ha peraltro concesso a un giovane che, mi voglia scusare, non aveva capito un tappo circa la raffinata ironia del Senatore Colombo a proposito del belletto con cui Silvio Berlusconi dà a intendere egli rappresenti il "new deal" della politica italiana, insultasse, costui, ora gli uni ora gli altri con inusitata (ancorché per certuni versi comprensibile) veemenza ma, ed è questo l'intollerabile, con fare da trivio nella più volgare, sguaiata e oscena forma di espressione verbale. Una rappresentazione del turpiloquio indegna di una trasmissione televisiva se non seria, almeno normale. Sia chiaro: chi scrive non disdegna certo talune forme peraltro ormai parte del linguaggio comune ma il gratuito e l'ostentato a fine di mera spettacolarizzazione è deplorevole e inqualificabile. L'accusa di qualunquismo sul modo di condurre la trasmissione mossa dall'onorevole Prestigiacomo, mi vede del tutto concorde.
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giovedì 7 febbraio 2008
Formigoni Ministro del Verde Pubblico
Leggo di come vada sin d'ora prendendo forma lo scenario del dopo Formigoni in quel del Governatorato della Lombardia. Leggo e sorrido giacché l'uomo mistero (impossibile intervistarlo) Formigoni va titillandosi di fronte all'eventualità di incarico Governativo. "Potrei trasferirmi a Roma per un ruolo che sia adeguato alle mie competenze" (cfr. La Stampa ieri 6 Febbraio pag 7) e circa il Governatorato Lombardo già si fa il nome di Albertini (!!). "Bien Joué" direbbero i Francesi, "che sfiga" diciamo noi ma tornando all'ineffabile Formigoni io lo vedrei bene anzi molto bene a curare le piante di Villa Borghese, del resto rammento perfettamente quando lo sentii con le mie orecchie definire la Lombardia la California Italiana quanto a risorse naturali e verde... Ecco Governatore Formigoni, è dunque giunto il momento di mettere a disposizione della brulla Capitale le sue indubbie competenze in fatto di verde pubblico: zappa, forbicione e soprattutto tanto concime, lo stesso di cui lei a piene mani ha dispensato la Lombardia per renderla così verde.
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