Erano i primissimi giorni del 2006. La Stampa riporta in prima pagina la decisione degli Stati Uniti di spostare la cerimonia di consegna degli Oscar per non sovrapporsi alle Olimpiadi Invernali di Torino che si sarebbero inaugurate di lì a poco. Su Radio3, la rubrica "Prima pagina" che -di primo mattino- prevede il commento agli articoli di prima pagina dei maggiori quotidiani, era in quel periodo condotta da Oscar Giannino. Al tono di annoiata ironia con cui il Giannino osservò che quello de La Stampa era forse un eccessivo orgoglio cittadino, feci eco, chiamandolo, nel chiedergli se -in realtà e circa le Olimpiadi- non stessimo invece assistendo a una mancata occasione di orgoglio nazionale. Il coglioncello fece un lungo giro di parole per spiegare come le Olimpiadi non fossero state in realtà volute dal Paese e che pertanto... Bla bla bla e bla. Rammentando il commento televisivo alla cerimonia di apertura dei giochi da parte soprattutto di Franco Bragagna che con buona evidenza venne pagato in ragione delle cazzate dette e del loro numero (non taceva nemmeno sugli inni) in uno al fatto che la cerimonia di accensione della fiaccola non solo non venne trasmessa in diretta ma nemmeno in differita e appena appena a margine del delitto di turno da parte dei vari telegiornali, mi vien da pensare che Giannino avesse tutto sommato ragione e che, in definitiva, alla Cina e alle sue autorità va almeno riconosciuto un sentimento Nazionale non certo simile al nostro.
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Rimanendo in argomento, colgo il suggerimento di Irene e aggiungo volentieri l'appello lanciato da Vittorio Zambardino sul suo blog: Giocatevi l'accredito.
mercoledì 26 marzo 2008
Cina 1 Italia 0
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sabato 22 marzo 2008
La fatal Novara
Per quanto la città di Novara rappresenti il mio domicilio professionale (risiedo a Torino) da oltre un quarto di secolo e per quanto, alla fin fine, ciò che mi unisce a quella città e ai suoi residenti, tra i quali annovero molti cari amici e in ambito blog, la cara Irene, sia un sentimento di affetto profondo quasi da "nativo", confesso di non capire il sentire comune della città e della provincia. Coma ha fatto la città, continuo a chiedermi da anni, a lasciarsi sfilare da sotto il naso una delle aziende che più hanno contribuito a portare alto il nome di Novara in Italia e nel mondo: la Banca Popolare di Novara? Come è possibile che l'altra azienda cittadina anch'essa nota ogni dove: l'Istituto Geografico De Agsotini abbia, negli anni in cui BPN entrava a far parte dell'orbita Banca Popolare di Verona (sua antica rivale e indegna concorrente) e cioè nel 2003, abbia messo a punto l'acquisto di Toro Assicurazioni quando forse a parità di costo avrebbe potuto mantenere la "novaresità" di BPN (e il suo patrimonio artisitico) con oggettivi ritorni se appena avesse provveduto a far fuori un management imbelle voluto dall'ancor più imbelle Presidente Lombardini? E come è possibile che di fronte alla perdita non solo economica che la città ha subito ma altresì di occupazione, oggi, e dopo mille manifestazioni a suo tempo tenutesi contro Malpensa da parte degli abitanti del luogo e non solo, oggi, ripeto, circa la venuta al pettine del nodo di quella cattedrale del deserto, vero buco nero di cifre astronomiche a suo tempo spese (vero on. Burlando?) -oltreché di bagagli- nessuno batta un colpo e anzi si riveli fin preoccupato per la perdita di posti di lavoro. Già perché i posti di lavoro direttamente e indirettamente persi da BPN non contano vero? E l'alta velocità? A cosa serve oggi piangere perché non c'è un Eurostar AV che si fermi a Novara quando a suo tempo la città si manifestò contraria al transito della TAV?
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martedì 11 marzo 2008
La Signora e il Cardinale
Un tempo, ma forse qualcuno ancora oggi, si riteneva che i giornali si potessero distinguere tra organi di informazione e organi di opinione come se, coloro comunemente intesi quali facenti parte degli organi di informazione non avessero né un credo politico né una fede religiosa che in qualche modo condizionasse -se non addirittura ispirasse- il loro dire. Pur di cronaca. Coerentemente col nostro tempo questa distinzione netta viene oggi meno e non è raro veder schierate autorevoli testate nazionali verso questa o quella compagine politica con, in esse, le autorevoli firme che le sostengono. Vede S.Em. Card. Angelo Bagnasco, io trovo più ipocrita colei che volge un annuncio economico in un lascivo richiamo verso torbidi servigi rispetto alla signora volgarmente ammiccante giù all'angolo. Parimenti, Sua Eminenza, trovo un tantinello ipocrita dar fiato a sì augusta bocca per leggere una sorta di mal confezionato programma elettorale quando, invece, mi pareva di aver intuito che il compito -che si legge "missione"- della Chiesa e dei suoi pastori fosse invero quello di assistere col conforto della fede l'uomo nel suo incerto cammino verso Dio. Che dice S.Em Card. -che si legge Sem Card ma non si inserisce in alcun telefono- sfugge qualcosa a me o alla signora giù all'angolo?
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sabato 8 marzo 2008
8 Marzo 1908
Non fosse che oltre il 60% degli analfabeti nel mondo sono donne e che oltre mezzo milione di donne muoiono ancora di parto, potremmo dire che un po' di strada è stata compiuta da quel 8 Marzo 1908 data nella quale 129 donne persero la vita in un'orrenda filanda. Un po' di strada, non molta però. Non molta perchè ancora oggi v'è ad esempio disparità circa il trattamento economico a parità di mansioni; ancora oggi, nell'industria e nei servizi è raro vedere donne affermarsi e raggiungere vertici di carriera. Oggi forse, il fenomeno della discriminazione è peggiore perché meno evidente, è impalpabile: si nasconde dietro a saponosi sorrisi quando non anche a mani che perdono il controllo. Molto meglio -al limite- una minor cessione del passo a favore di una più equa considerazione. Se e quando verrà quel giorno sono convinto che anche la mimosa sembrerà profumar di più.
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venerdì 7 marzo 2008
Cio che uccide e cio che fa onore
A volte scopri come non sia il proiettile a uccidere e forse nemmeno il luogo comune che vuole sia la parola a venir considerata arma da offesa. Lo sono invece l'ignoranza e la pochezza di coloro che vomitano fiele con l'argomentare consentito dalle tre connessioni sinaptiche che si ritrovano sole nelle loro teste tanto vuote quanto inutili. Sto parlando in particolare di Bruno Vespa (più e meglio descritto da slogan popolari quali: l'emblema del potere televisivo, vero padrone della RAI, il Ratzinger dei media TV italiani, il coglione che cammina... E altri che ora non mi sovvengono) e di Giampiero Mughini (anch'egli più e meglio noto tra il popolo come: il piccolo scribano catanese, il tuttologo degli stupidi, il niente fatto uomo... E altri). Costoro in uno a giornalisti minori che non vado a citare anche perché letti giusto dalla ristretta cerchia di chi ha eletto"Il Giornale" e "Libero" qual propri organi di informazione -contenti loro-, han preso a insultare senza fondamento alcuno, come nel loro costume, internet per la parte di rete che afferisce questo Paese e gli inerenti contribuenti. Atteso che in virtù della fonte il loro insultare è da doversi considerare un onore, volentieri invito coloro che dovessero leggermi (più o meno il numero dei lettori di quei giornali) a sottoscrivere la petizione di cui al banner in appresso.
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giovedì 6 marzo 2008
Cosa davvero c'è sotto?
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Emilio Marzano, e il sostituto procuratore della Repubblica Antonino Lupo, avrebbero -secondo stampa, TV e media in genere- espresso parere contrario alla scarcerazione di Filippo Pappalardi, papà dei due bambini di Gravina di Puglia, perché sussisterebbe il ""pericolo di reiterazione del reato"". Ora, atteso che quanto espresso tra virgolette è punto quanto gli organi anzidetti pubblicano e considerato non sembra siano stati resi pubblici gli atti in questione, ciò che prudentemente emerge è che quanto riassunto dai media possa considerarsi troppo semplicistico. Se esaminiamo il concetto spesso riassunto del "pericolo per sé e per gli altri", che nell'art. 274 del c.p.p. (Esigenze cautelari) viene ripreso dal terzo comma, vediamo come la misura cautelare viene tra il resto disposta quando: ""sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l`ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede"". "Della stessa specie" dunque e ciò cosa sta a significare? Che il Pappalardi -imputato per l'uccisione dei figli- potrebbe uccidere altri bambini. Quali? Quelli che han visto i suoi figli salire sulla sua auto, chi altri se no? E voi credete proprio che tanto Filippo Pappalardi quanto i PM di Bari siano così ingenui? Delle due quindi l'una o le motivazioni sono tanto più sottili quanto maggiormente circostanziate o v'è persecuzione nei confronti di quell'uomo.
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martedì 4 marzo 2008
Due vite un amore
Chissà qual era il nome che pronunciato ti induceva a fremere contento con negli occhi la luce della gioia. Chissà se hai lottato, se per quell'istinto naturale alla vita ti sei ribellato urlando al nulla l'impotenza e la disperazione. Chissà. Vi hanno trovati insieme, uno accanto all'altro in quell'alloggio lassù, alveare anonimo alla periferia della città dove un uomo troppo solo è spirato prima di Natale. Nessuno ha cercato lui, nessuno ha cercato te. Eri la sua ragione di vita e lui della tua. Qualcosa però mi porta a ritenere che hai fatto nulla. L'istinto si è piegato al dolore e alla rassegnazione. Se avessi guaito forse ti avrebbero udito ma cosa sarebbe cambiato. No, meglio lasciarsi andare al ricordo dei giorni felici, insieme a lui. Due vite un amore.
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venerdì 29 febbraio 2008
Perché fa figo
Non ho mai francamente capito quando festeggi di norma il compleanno uno che ha la ventura di nascere il 29 Febbraio cioè Oggi. Il 28? Il 1° Marzo? Un anno ogni quattro? Mentre su ciò va dilaniandosi il pensiero debole, l'altro, quello forte, guarda con occhio gioioso alla vita che lo circonda e legge. Legge ad esempio che Buttiglione... Sì, sì quello che al Parlamento Europeo si espresse con i toni aperti e concilianti che sono propri al suo schieramento, circa l'omosessualità e il ruolo della donna. Come? L'avevate dimenticato? Ma dai che dovette pure dimettersi da Ministro delle Politiche Comunitarie. Figuratevi uno che dovrebbe presiedere alle "politiche comunitarie" in Europa che lancia strali razzisti credendosi un proto-Ratzinger !!!! Ora che son certo l'avrete rammentato mi piace mettere in evidenza come sullo scandalo (sì, un altro) degli evasori fiscali coi conti nel Liechtenstein spunti questo faccione da gatto scemo per mettere le mani avanti e farci credere ch'egli là aprì un conto (quando non è chiaro) perché gli potesse venir versato lo stipendio dall' "International Academy of Philosophy" circa l'incarico di vice-rettore che gli incauti gli affidarono. Mi scusi Buttiglione del cui oggetto lei, nel tempo, ha preso le sembianze come gli anziani con i cani: atteso che ciò non accadde tre mesi fa, ci vuol cortesemente spiegare perché s'ostina a mantenere un conto in disuso? Perché fa figo? Via su.
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giovedì 28 febbraio 2008
Il "grigior" mortis
La campagna elettorale presenta con il festival di Sanremo più di un'analogia. Non mi riferisco alle iperboli da osteria care tanto a Baudo quanto a Berlusconi né alle simpatiche esternazioni che già un tempo contribuirono ad allontanare il maître a penser di Sanremo dagli schermi televisivi -per la salute mentale di ognuno- ma che -ahi noi- non sortirono alcun effetto sulla visibilità del leader di Forza Italia che dovrebbe per altro rimuovere coloro che gli suggeriscono mises e accessori giacché indossare costantemente una camicia nera e giurare di non esseresi spostati dal centro muove più di un sorriso di compassione. Mi riferisco in effetti al "grigior mortis" con cui l'uno e l'altro schieramento cercano di indurci a ritenere ch'essi rappresentano il nuovo. Non ci riesce Veltroni che esorta i cattolici con un "dobbiamo convivere" condito con il rancido olio del "non c'è ingerenza della Chiesa" un paradigma almeno sospetto che muove anch'esso nelle coscienze dei cattolici quanto dei laici un sorriso di compassione. E dunque? E dunque il ridicolo di un pentagramma troppo simile a un altro si confonde coi miasmi di un programma troppo simile all'altro.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Abbiamo ucciso la Speranza
Qualsiasi commento sulla tragica fine di quei bambini di Gravina di Puglia sarebbe scontato e alla lunga sin un noioso dire oltre a uno stanco leggere, solo, mi chiedo -e credo ci chiediamo- in che misura oggi possiamo ritenere che nei casi degli altri bambini scomparsi si sia davvero cercato in ogni dove. Non sarà che più vicino di quanto non si pensi sia la soluzione di altri casi di sparizione? Quei due piccoli ancorché gettati in quel pozzo han chiesto aiuto, hanno urlato e noi, noi forze dell'ordine, noi cittadini probi che alla sera ci chiudiamo in casa e che ci facciamo i fatti nostri, noi, abbiamo l'animo lieve di chi scevro di ogni macchia? Possiamo batterci tronfi il petto perché assolti di fronte a quei due piccoli e di fronte a Dio? Non credo e sono certo che nel profondo di ognuno per tutte quelle volte che ci siamo voltati quando sapevamo che forse il male era appena lì, a un passo, stia la consapevolezza di aver un poco contribuito a uccidere la speranza.
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lunedì 25 febbraio 2008
Quattro Amici al Bar
Me ne stavo lì ad ascoltare quell'attento e particolareggiato dire su aromi e profumi quando il trillo del suo telefono mi riportava alla realtà. Visibilmente imbarazzato ha provveduto tosto a spengerlo ma quel poco suono è stato sufficiente per riconoscere il motivo: "La gatta". Ero bambino quando le parole di quella canzone mi sorpresero a immaginare una vera gattina con una macchia nera sul muso e una soffitta dalla quale la gattina entrava e usciva per il suo perlustrare notturno. Ma la mente, ovviamente, prese a galoppare altrove lasciando quella sala un poco fredda nel suo moderno stile al discorrere di aromi e profumi. "Il cielo in una stanza" la cui musica è forse tra le migliori del secolo scorso ma anche "Sapore di sale" che tano più tardi, infiammò la mia fanstasia di fronte a quei primi bikini. Eccolo lì di fronte a me, "quattro amici al bar" di una vita, la nostra, che lieve mi ha sorriso nel portarlo qui di fronte a me. Appena posso mi piace scrutare nell'azzurro dei suoi occhi quel mare tante volte cantato, scritto e sognato. Un mare che poco dopo ci sarebbe stato elegantemente servito quali piatti ispirati alle sue canzoni. Quaranta commensali e un poeta maledetto: Gino Paoli.
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venerdì 22 febbraio 2008
Giù le mani dal Profeta
Sono almeno coerente con me stesso e lo sono con particolare riguardo là ove i preconcetti sono, come suol dirsi "a prescindere". A prescindere dal fatto che quell'auto mi piaccia, non l'acquisterò mai perché di quella marca... Bel coglione mi vien da esclamare con gioia. Niente di più bello, invece, che ricredersi, dell'umiltà di coloro capaci di far macchina indietro circa quei giudizi e quelle opinioni creduti assiomi nel momento in cui vennero formulati. Questa capacità di revisione e scatto di reni, in cui per altro si fonda uno dei motivi di grandezza dell'uomo, non sembra tuttavia esser proprio di casa Bondi là ove il filosofo-poeta-lecchino ha tracciato con tratto di penna fermo le linee secondo cui PDL dovrà comporre le proprie liste elettorali. Nessun procedimento penale -egli raccomanda- salvo aggiungere: a esclusione di quelli aventi "origine di carattere politico" ?!?!?!? Contano di candidare Solženicyn (peraltro riabilitato nel suo Paese senza averlo a suo tempo detto a Bondi)? Hanno in mente un esule che mi sfugge o si riferiscono alla luce guida, alla musa ispiratrice dell'operato di Berlusconi e cioè al vate Marcello dell'Utri? ... Povera Italia.
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martedì 19 febbraio 2008
Donne e motori
Mi piacciono le automobili. Se aggiungessi mi piacciono anche le belle ragazze direi di aver dato ancora una volta forma e vita a uno stereotipo maschile tanto ovvio quanto trito. Tornando alle auto e non potendomi permettere un'Aston Martin Vanquish S color verde bottiglia (che fa tanto inglese), viaggio a bordo di una dignitosa auto di serie color blu scuro (che fa tanto banca). Voi sapete quanto si nota lo sporco sulle auto di colore scuro (e chiaro); potrò mica farla lavare ogni due giorni? La porto dunque a lavare una volta all'anno con buona pace delle formiche che nel frattempo trovano comodo riparo negli anfratti della moquette nera che ricopre il pianale dell'auto. Al signore di origine albanese addetto al lavaggio, lascio le chiavi perché sposti l'auto, la muova, la volti... Faccia insomma quanto necessario. Dirò di più: per non imbarazzarlo non sto lì piantato come un palo a guardare ciò che fa ma vado a fare una passeggiata. Ora io a un leader di Partito che inizia la propria campagna elettorale non già col dettagliare i suoi propositi o illustrare i provvedimenti che avrebbe in animo a favore dei più, ma sia tutto preso a sostenere che l'avversario, brutto e cattivo, ha "copiato" il suo programma (mentre lui faceva l'intervallo e mangiava un Duplo), ecco, io, a uno così, la mia auto da lavare non la darei. Figuriamoci le chiavi !
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lunedì 18 febbraio 2008
Maetto for President
I pretendenti alla delicata carica di Presidente del Consiglio dei ministri, che nella nostra ottima Costituzione rammento come egli venga considerato *in uno ai Ministri* il "Consiglio dei Ministri" e, quindi, un "Primus inter pares", al momento sono:
- Daniela Garnero della Destra fiamma ardente nella foresta nera (più nota come Santanché che non è un'aranciata ma è il cognome del primo marito della signora la quale come l'altra aquila "Brichetto Arnaboldi" in Moratti si fa chiamare con un cognome se non più famoso di certo più... Esotico),
- i due "ONI" che non necessitano di particolari precisaziONI né di ulteriori, facili, crasse rime baciate
- Pier Ferdinando Casini che di suo ha raramente coniato una frase con soggetto, predicato e complemento ma in grado di ripetere molto bene tanto gli slogan quanto il ratzinger-pensiero,
- Fausto Bertinotti che fatica a tener compatta una sinistra... sempre più Sinistra,
- Bruno Tabacci (Rosa Bianca tatuata sul seno scarno di quel povero disgraziato di Boselli che avrebbe voluto Veltroni lo chiamasse ma che invece questi ha preferito chiamare Di Pietro), nome del Partito un po' lungo ma di sicura presa sui Patronati e le dame di carità
- Marco Ferrando (Partito Comunista dei lavoratori ché si vede esiste un Partito Comunista degli imprenditori che al pari e più di come il popolo-della-libertà in uno con la casa-della-libertà, che sa Dio quale sia la differenza, e la Lega e AN vuol far credere che lavora per le famiglie e i poveri).
Bene, anche il mio gatto dopo un momento di incertezza e febbrili consultazioni ha scelto di non apparentarsi con alcuno. Correrà solo. Dal tinello allo studio con digressione al bagno per un veloce giro di Crocchette ma vivaddio da solo. Vi aggiornerò su nome della coalizione e simbolo. Per il momento: Votate Mao, Maetto for President.
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giovedì 14 febbraio 2008
Una sera... Un Amore
Non dicesti una parola, solo, appena prima di salutarmi, mi porgesti una rosa. Perché, ti domandai curiosa di sentire quel volevo sentire ma tu ti limitasti a sorridere. Quel sorriso che ti vidi tante volte mentre anche gli occhi ti sorridevano. Erano gli anni nei quali il presente è eterno, piccola presunzione della giovinezza. Speravo facessi il gesto di baciarmi offrendomi modo per respingerti sdegnosetta salvo, vedendoti deluso, baciarti io ma tu ti limitasti ad accarezzarmi i capelli, gli occhi gentili, il sorriso malinconico. Sento ancora la tua mano mentre ora, quella rosa, è qui accanto a me, perduto il colore e svanita la linfa come perduto e svanito nell'ombra del passato è il ricordo di una sera ma non di un amore.
Me ne rimango lì impalato e capisco che ora dovrei baciarti ma non ne ho il coraggio, troppi no che mortificano qualche sì che non gratifica. Temo di essere un'annotazione a margine all'agenda del tuo sentire e ho paura, tu mi scoppi dentro e quando ti guardo lo stomaco si chiude. Se ti abbracciassi ora ti toglierei il respiro mi limito quindi ad accarezzarti i capelli e sento, mentre li accarezzo, che ti sto perdendo. Mi guardi in modo strano mentre sorreggi lieve quella rosa, chissà cosa pensi in questo silenzio che dura un attimo nel tempo ma è l'eternità nella mia memoria che ti imprime mentre chiudi adagio la porta. Sento ancora i tuoi capelli ed il loro profumo... Gli anni non cancellano il ricordo di una sera e vivo è il rimpianto di un amore perduto.
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mercoledì 13 febbraio 2008
Attraversare con molta cautela
Sono profondamente colpito e toccato dall'attenzione peraltro prevista dal suo ruolo istituzionale che don Nicolò Anselmi -responsabile della Cei per la pastorale giovanile- ha inteso riservare ai giovani là ove esprime legittimo sconcerto, franco distacco, e caldo invito al ravvedimento volto agli interpreti di un noto film che qui, mi vorrete perdonare, non si intende pubblicizzare. Non si intende pubblicizzare per meglio soffermarsi sulle sofferte parole che don Anselmi ha indirizzato ai giovani, lo stesso imbarazzo, lo stesso distacco e fin anche lo stesso invito a ravvedersi che, mi par di ricordare, egli solé rivolgere in occasione delle note vicende che videro qualcuno dei pastori di questa Chiesa accusati di pedofilia. Non indossi l'abito scuro don Nicolò se di sera dovesse mai attraversare, con l'augusto passo, le vie della mia città. Sa, son miope...
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lunedì 11 febbraio 2008
Un sogno Piemontese
Il 10 Febbraio 2006 venivano inaugurati a Torino i XX Giochi Olimpici Invernali un evento che solo la miopia, la stupidità (e l'invidia) di qualcuno, ha bollato come circoscritto. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi Estive e Invernali vengono considerate nel resto del mondo un meraviglioso momento universale di verifica e confronto su un terreno, quello dello sport serio e vero, che parla un solo idioma: quello del sacrificio, della sofferenza e della gioia. Questo quanto scrissi quel giorno:
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Oggi tu non ti accorgevi ma io di sottecchi spiavo questa concessione al tuo solito modo di essere un poco trasognata distante ed altera. Eri lì vezzosa e come fa il gatto che non lo domanda ma lo gradisce, ti facevi accarezzare da migliaia e migliaia di occhi attenti, giovani e stranieri, mollemente sdraiata sotto un terso sole e protetta dalla cornice delle Alpi. In questa giornata senza nuvole e senza miasmi si perdevano stupiti ed ammirati nelle tue piazze aristocratiche, all'ombra dei palazzi nei quali s'è fatta l'Italia, storpiando nomi e commettendo inesattezze ma tu paziente sembravi ammiccare. A volte mi fermavo a guardare come loro ti guardavano indeciso se esser un po' geloso o un po' orgoglioso e non so se volerti tutta per me o esser fiero di saperti al centro del mondo. Sei fiaba per amanti che si baciano sulle rive del Po o sotto ai lampioni, sei reale per quanto hai saputo offrire e sei mia e ti amo, Torino.
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sabato 9 febbraio 2008
Dategli il tetto di un'auto
Mi ha molto fatto sorridere il casual Berlusconi (giacca scura, camicia nera, capelli neri) render noto in piena assonanza d'abbigliamento la corsa alle elezioni in uno con Alleanza Nazionale. Mentre Fini ha intrattenuto i giornalisti di fronte a un leggio, sobriamente vestito, citando la giornata di ieri come un momento storico per il Paese -in cui tuttavia, da zotico qual sono, non ho avvertito il vento della storia soffiarmi accanto-, il capo popolo Berlusconi è invece salito sul montante dell'auto e appoggiatosi al tetto ha amabilmente raccontato non la battuta di pesca nel mar dei Sargassi ma l'alleanza con AN. Atteso quindi che i due leader pare diano sin da subito valenza diversa alla loro unione mi piacerebbe domandare a Fini in che misura valuta questo fondar alleanze sul tetto di un'auto (pur di pregevole fattura tedesca) quand'egli ben prese le distanze dal modo -del tutto identico- con cui venne fondata la Casa delle Libertà.
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venerdì 8 febbraio 2008
Ciò che il buon conduttore non deve
Seguivo ier sera la trasmissione "Anno Zero" condotta in studio da Michele Santoro il quale, detto con franchezza, mi è sempre piaciuto poco. Ieri ha peraltro concesso a un giovane che, mi voglia scusare, non aveva capito un tappo circa la raffinata ironia del Senatore Colombo a proposito del belletto con cui Silvio Berlusconi dà a intendere egli rappresenti il "new deal" della politica italiana, insultasse, costui, ora gli uni ora gli altri con inusitata (ancorché per certuni versi comprensibile) veemenza ma, ed è questo l'intollerabile, con fare da trivio nella più volgare, sguaiata e oscena forma di espressione verbale. Una rappresentazione del turpiloquio indegna di una trasmissione televisiva se non seria, almeno normale. Sia chiaro: chi scrive non disdegna certo talune forme peraltro ormai parte del linguaggio comune ma il gratuito e l'ostentato a fine di mera spettacolarizzazione è deplorevole e inqualificabile. L'accusa di qualunquismo sul modo di condurre la trasmissione mossa dall'onorevole Prestigiacomo, mi vede del tutto concorde.
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giovedì 7 febbraio 2008
Formigoni Ministro del Verde Pubblico
Leggo di come vada sin d'ora prendendo forma lo scenario del dopo Formigoni in quel del Governatorato della Lombardia. Leggo e sorrido giacché l'uomo mistero (impossibile intervistarlo) Formigoni va titillandosi di fronte all'eventualità di incarico Governativo. "Potrei trasferirmi a Roma per un ruolo che sia adeguato alle mie competenze" (cfr. La Stampa ieri 6 Febbraio pag 7) e circa il Governatorato Lombardo già si fa il nome di Albertini (!!). "Bien Joué" direbbero i Francesi, "che sfiga" diciamo noi ma tornando all'ineffabile Formigoni io lo vedrei bene anzi molto bene a curare le piante di Villa Borghese, del resto rammento perfettamente quando lo sentii con le mie orecchie definire la Lombardia la California Italiana quanto a risorse naturali e verde... Ecco Governatore Formigoni, è dunque giunto il momento di mettere a disposizione della brulla Capitale le sue indubbie competenze in fatto di verde pubblico: zappa, forbicione e soprattutto tanto concime, lo stesso di cui lei a piene mani ha dispensato la Lombardia per renderla così verde.
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mercoledì 6 febbraio 2008
Figli di cotanta madre
Avrà diciassette anni. Si siede con un'amica o più probabilmente una compagna di scuola nei sedili sullo stesso asse del mio. Siamo divisi da un angusto corridoio in questa angusta carrozza ferroviaria. Ha la pelle deliziosamente ambrata e discetta per circa un quarto d'ora di riflessanti per capelli, ricrescita e doppie punte (l'amica si limita a mezze frasi di approvazione quando non interrotta anche in queste). A treno ormai avviato con teste grondanti sonno la giovane ragazzina, al contrario ben desta, si inerpica per la difficile strada del commento politico inerente alle elezioni americane. Che sorpresa. Gli stati al voto sono cinquanta, l'amica obietta: "Ma non sono 52?", "No, 50 e il District of Columbia è incorporato nello stato di Washington quale stato dell'unione e infatti si chiama Washington D.C.". Basito chiudo il giornale e ascolto meglio. "I Repubblicani non vinceranno nemmeno morti e il bello è che sia che vinca Hillary per la quale faccio il tifo, sia che vinca Osama (storpia volutamente ridendo il nome di Barak Obama) assisteremo a un evento storico. La prima donna Presidente oppure il primo afro-americano Presidente... Eh altroché qui dove il più giovane ha novant'anni".
Il colore della pelle induce a ritenere possa essere stata adottata o sia figlia di stranieri residenti in Italia ma ciò non ha alcuna importanza: quei genitori andrebbero citati qual esempio di come sia possibile allevare figli che, intelligenti di loro, imparano velocemente a molto ben destreggiare il discorso politico verso cui, al contrario, assistiamo a manifestazioni di penosa ignoranza da parte di molti, ma molti, adulti. La nostra politica è anche figlia di quella ignoranza.
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Volentieri anche là
La preziosa Irene e un gentile lettore (Antonio Montanari) mi rendono noto che da ieri (5 Febbraio 2008) il blog gemello a questo sulla piattaforma TypePad di La Stampa è elencato, fra gli altri, con il grande Luigi e Gian Contardo, nella pagina politica di LaStampa.it. Che dire se non il sentirmi quanto meno in dovere di riprendere immediatamente le pubblicazioni interrotte lo scorso Dicembre?
Per non disorientare nessuno questo blog è e rimarrà attivo. Alla redazione di Stampa Online il mio sincero grazie. - Fabrizio Zanelli - ikol22
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martedì 5 febbraio 2008
Saper cogliere
Ognuno ha la sua arte. L'arte che attraverso la pittura mostra il proprio sentire, l'arte di intrattenere il lettore col proprio dire: fosse ben raccontando l'ovvio. L'arte che vuole nell'immaginifico mondo della poesia, coloro che danno forma all'anima. Ovunque e chiunque sappia col proprio fare o col proprio dire evocare qualcun sentimento in chi legge, ascolta o guarda è colui che in qualche modo interagisce con la nostra anima. Un medium che opera tra sentimento -ove tutto è vago- e intelletto -ove tutto è certo-. Un altalenante incedere tra anima e ragione. E' per questo che mi piace leggere i blog dove si racconta il quotidiano e si mostrano immagini di un ovvio che è tale perché sotto gli occhi di tutti. Ciò che tutti, da soli, non riescono talvota risolvere: è la capacità di cogliere quelle sfumature che contornano la nostra vita.
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giovedì 31 gennaio 2008
Ciao Dixi
ciao dixi, è pixi qui che scrive. A dire il vero non ci siamo mai chiesti se quei due topolini animati vivevano ancora nella fantasia di qualcuno ma per noi nulla era mutato da quando li vedemmo negli anni '60. Non ci son stati mariti, mogli, figli, cani e gatti capaci di indurci a ritenere chiusa quella parentesi di gioventù. Ciao dixi, ciao pixi e se i presenti ci guardavano e non capivano tanto meglio. Ciao dixi ti ho detto anche ieri col cuore gonfio che scoppiava dentro nel vedere davvero un "topolino" annegato in sola pelle e occhi. La trasfigurazione, il tuo giusto non voler essere vista quale ultimo strenuo tentativo di non permettere al cancro bastardo di rovinare l'immagine che gli altri hanno pensando a te. Ti ricordino dunque come davvero sei e non come appari ora. Piangi, realizzando di aver inconsapevolmente violato questo tuo desidero, mi vergogno tanto ed esco mentre tu, pensandomi ancora lì, trovi la forza per sottolineare un affetto, il nostro, che non è la morte a mutare. Ciao dixi è pixi qui che scrive. Te ne sei andata questa sera e non mi par vero di aver chiuso una parte di vita in quel bacio dolce che ti lascio sulla fronte, in quel soprabito vuoto e nelle due borse che portiamo via dal tuo armadietto. Non c'è mistero nella morte ma la consapevolezza di rimanere soli. E disperati.
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Fabrizio Zanelli
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mercoledì 30 gennaio 2008
Filosofo cerca camera con / senza vista
Per quanto io da sempre ritenga che cercar casa e vivere nella città localmente guidata dalla signora Letizia Brichetto Arnaboldi (che con Marta Marzotto è l'unica altra donna in Italia che si fa chiamare col cognome del marito) sita nella Regione governata da Roberto Formigoni, ci vuol lo stesso coraggio che i siciliani han messo per vivere nella regione governata da Cuffaro, rilevo dal blog di Elisabetta che il giovane quanto simpatico blogger Filosofo Antonio Patti da quel di Firenze cerca camera singola in Milano. E' sufficiente leggere il suo annuncio QUI per non attendere oltre e chiamarlo tosto offrendogli la vostra migliore camera
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Fabrizio Zanelli
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lunedì 28 gennaio 2008
Il Draghetto
Il Governatore Draghi che ebbe a esprimere autorevole opinione sul sistema pensionistico italiano non un giorno qualunque ma il giorno di calendario immediatamente antecedente al giorno in cui il Presidente del Consiglio promise avrebbe formulato, come promesso, proposta volta a portar spiraglio nel vicolo cieco ove sindacati, confindustria e Governo s'erano venuti a trovare, è lo stesso Governatore che in uno dei momenti più delicati del Governo (tra i tanti) e cioè l'approvazione della legge Finanziaria, sortì con quella botta di novità sui redditi bassi nella famiglia italiana media e, in genere, monoreddito. Non pago di cotanto tempismo questo affascinante modello abituato a calcare le passerelle più mondane, esce ora con la rimarchevole quanto populista affermazione inerente al reddito sostanzialmente congelato sin dall'inizio del secolo (2000). So da me che il Governatore mette l'accento su piaghe giuste alle quali mettere riparo e freno ma mi chiedo e le chiedo Dr. Draghi: qual è il ruolo di Bankitalia nel nostro Paese? Non crede alla sintonia di una moderna e coerente politica economico - finanziaria in uno tra Bankitalia e Governo? Sicuro che Bankitalia sia solo una ballerina invitata alla danza giusto buona a schernirsi e defilarsi quando vien mezzanotte? Prima della prossima collezione Primavera Estate, che la vedrà protagonista tra i protagonisti dei migliori couturier, la pregherei di distrarsi meno e di voler formulare i suoi autorevoli sermoni almeno in presenza di un Governo.
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domenica 27 gennaio 2008
Primo Levi e le Primavere mancate
Shoah in ebraico significa "distruzione". Si discute, par strano, sulla terminolgia più corretta per definire lo sterminio degli ebrei e non solo, nei campi concentramento nazisti. Esistono situazioni che non possono venire circosritte in un termine perché non esiste un vocabolo che renda anche solo l'idea di quanto vorremmo descrivere. Io ricordo il suicidio di Primo Levi. Si uccise in una bella giornata di primavera del 1987, era l'undici Aprile ed era sabato. Ricordo che andai a passeggiare in corso Re Umberto in mezzo alle piante secolari che delimitano il corso e che erano un'esplosione di foglie verdi stagliantesi nel cielo blu... E io mi chiedevo perché. Perché non in una fredda e grigia giornata invernale. Ma la primavera per Primo Levi non infondeva speranza alcuna. Come molti ebrei sopravvissuti, in quel campo di Auschwitz liberato il 27 Gennaio del 1945 dai soldati dell'Armata Rossa, maturò la convinzione che mai l'avrebbe lasciato e quindi davvero liberato, di esser colpevole. Colpevole di essere sopravvissuto e mai primavera per lui, sarebbe esistita ancora.
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giovedì 24 gennaio 2008
Ehi psst psst, Pier Ferdinando Casini...
Gentile dr. Casini qualora ella dovesse aver a soffrire di un vuoto di memoria piuttosto comprensibile considerato l'insieme delle sue attivita, dell'onere derivante dalla tutela degli interessi afferenti alla sua famiglia, a quella di sua moglie, delle responsabilità di Partito, le dichiarazioni di Cesa, le chiamate telefoniche a cura della segreteria Vaticana per conto di Papa Ruini (il vero Papa) e quant'altro dovesse in questo periodo angustiare la sua povera vita inutile, mi permetta di mantenere vivo il ricordo di un paio di dichiarazioni rese da quell'angiolo ch'ella va pervicacemente difendendo:
Anni novanta: Giovanni Falcone accusato con gli altri da un quasi sconosciuto giovane politico democristiano. La stoffa si vede. Credo ch'ella non possa non riconoscere con malcelata commozione, in quell'imberbe giovane, colui destinato a diventare il Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro.
Di soli pochi giorni or sono questa è l'intervista onorevole Casini, resa dal Governatore Cuffaro dopo la condanna in primo grado per favoreggiamento. Ascolti onorevole, non si distragga, ascolti bene:
E per finire dia una scorsa a ciò che i telegiornali nazionali non hanno mostrato: la voce dei siciliani. Sì perché vede Presidente Casini, i siciliani, il coraggio che a lei e alla sua schiatta politica vien meno, l'ha tutto. Ascolti e guardi con attenzione anche questo video, poi, con comodo, con molto comodo ma non troppo: si vergogni. Coglione.
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mercoledì 23 gennaio 2008
martedì 22 gennaio 2008
Deprimere il sentimento Nazionale
Fortunato l'ex Generale di Corpo d'Armata Angelo Bagnasco nel metterci a parte oggi del suo pensiero circa questo Paese. Francamente vien da chiedersi se questo suo ritenere il nostro Paese ""...sempre più sfilacciato, frammentato al punto da apparire ridotto addirittura ‘a coriandoli’"" sia pensiero antico, diciamo prima dell'agsto 2006 o odierno. Perché vede Dr. Bagnasco nel primo caso dovrebbe essere una corte militare a giudicarla (ed io ahimé non ho competenza in materia) ma nel secondo caso, qualora quindi ella dovesse battersi fragorosamente il petto sostenendo: "no, no, tutta farina odierna del mio sacco", in questo secondo caso dicevo Cardinal Bagnasco, mi piace informarla ch'ella ha palesemente violato l'art. 271 del C.P. là ov'esso recita al comma 1: ""Chiunque, ...(omissis)..., nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongano di svolgere o che svolgano una attività diretta a distruggere o deprimere il sentimento nazionale è punito con la reclusione da uno a tre anni."" già perchè vede Cardinale nel sua veste di Presidente della CEI, che agisce sul territorio nazionale, lei, oggi, oltre ad aver perso un'ottima occasione per tacere, ha commesso un reato nel momento in cui ha manifestamente inteso "deprimere il sentimento nazionale" e, ove non perseguito d'ufficio (come di certo non verrà), mi piacerebbe tanto citarla in giudizio.
Edit: inviato alla CEI alle ore 1:29
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martedì 15 gennaio 2008
Galileo non c'entra
Premesso che chi scrive non foss'altro per aver a suo tempo visto uno splendido Tino Buazzelli in la "Vita di Galileo" (di B.Brecht regia di G.Strehler) ricorda con assoluta precisione il processo, l'inquisizione e l'abiura. A dire il vero lo ricordo per averlo anche studiato ma mi piace passare per la cruna dell'ignoranza nella quale s'è inteso cacciare gli studenti di Roma.
Non posso ahimé fregiarmi dell'etichetta "costituzionalista" di cui il professor Rodotà -che abbraccio- è stupendo portatore ma, assicuro chi avesse la ventura di leggermi, conosco piutttosto bene tanto l'impianto costituzionale quanto l'architettura giuridica che nel nostro Paese per quanto minata, scalfita e impoverita è, e spero resti: forte, alta e sublime.
Queste due premesse alla risposta che qui vado formulando per comodità al commento di Luigi riferito al mio "A casina sua, a casina sua", le dovevo a coloro che leggendomi avessero ritenuto quel dire frutto del peggior taglio di un'ottima partita di eroina. No e lo ripeto magari in grassetto e in rosso: il Papa, questo Papa, sta a casa sua.
Il Papa, questo Papa, sta a casa sua perché:
- in primo luogo l'Università è statale e vivaddio laica. Qualora il Rettore Guarini pur subendo il fascino della tradizione, abbia perso parte di quella magnificenza che la carica invero imporrebbe, è bene rammentargli che il Papa, questo Papa, è anche colui che non più tardi di cinque giorni or sono ha versato fiele sulla gestione di quella Città, di quella Provincia, di quella Regione come mai s'era udito prima (1). Giudizi severi, forse giusti e forse doverosi ma certamente non volti a creare presupposti di distensione. A dire il vero a quel dire da satanasso il Vaticano ha fatto seguito causando -se possibile- ancor più imbarazzo
- in secondo luogo se è allo studioso, all'uomo di cultura che indendiamo spalancar l'uscio, deontologia vorrebbe che all'uditorio venisse concesso il diritto di replica. Nel programma dell'inaugurazione dell'Anno Accademico (non ancora -curiosamente- modificato mentre scrivo sul sito dell'Università) si legge che al termine della cerimonia (che prevede una lectio magistralis dal titolo: "Pena senza morte") avrebbe dovuto seguire ""una sua -del Pontefice ndr-riflessione alla comunità universitaria e visiterà la Cappella universitaria restaurata di recente."" Noi della riflessione di un Papa, questo Papa, che non perde occasione per imporre l'oscurantismo di quell'inquisizione che piegò (e piagò) Galileo, ne facciamo volentieri a meno. Se proprio crede la vomiti da casa sua ma non qui a casa nostra.
- in terzo e ultimo luogo il Papa, questo Papa, ha modo un giorno sì e l'altro pure per rammentarci come le nostre povere e inutili vite siano destinate a dissolversi nel fuoco eterno. Se per un giorno, domani, ne farà a meno davvero non ci dorremo.
A casina sua quindi il Papa, questo Papa.
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(1) - Discorso di Sua Santità BENEDETTO XVI agli Amministratori della Regione Lazio del Comune e della Provincia di Roma
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Fabrizio Zanelli
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