giovedì 7 febbraio 2008

Formigoni Ministro del Verde Pubblico

Leggo di come vada sin d'ora prendendo forma lo scenario del dopo Formigoni in quel del Governatorato della Lombardia. Leggo e sorrido giacché l'uomo mistero (impossibile intervistarlo) Formigoni va titillandosi di fronte all'eventualità di incarico Governativo. "Potrei trasferirmi a Roma per un ruolo che sia adeguato alle mie competenze" (cfr. La Stampa ieri 6 Febbraio pag 7) e circa il Governatorato Lombardo già si fa il nome di Albertini (!!). "Bien Joué" direbbero i Francesi, "che sfiga" diciamo noi ma tornando all'ineffabile Formigoni io lo vedrei bene anzi molto bene a curare le piante di Villa Borghese, del resto rammento perfettamente quando lo sentii con le mie orecchie definire la Lombardia la California Italiana quanto a risorse naturali e verde... Ecco Governatore Formigoni, è dunque giunto il momento di mettere a disposizione della brulla Capitale le sue indubbie competenze in fatto di verde pubblico: zappa, forbicione e soprattutto tanto concime, lo stesso di cui lei a piene mani ha dispensato la Lombardia per renderla così verde.

mercoledì 6 febbraio 2008

Figli di cotanta madre

Avrà diciassette anni. Si siede con un'amica o più probabilmente una compagna di scuola nei sedili sullo stesso asse del mio. Siamo divisi da un angusto corridoio in questa angusta carrozza ferroviaria. Ha la pelle deliziosamente ambrata e discetta per circa un quarto d'ora di riflessanti per capelli, ricrescita e doppie punte (l'amica si limita a mezze frasi di approvazione quando non interrotta anche in queste). A treno ormai avviato con teste grondanti sonno la giovane ragazzina, al contrario ben desta, si inerpica per la difficile strada del commento politico inerente alle elezioni americane. Che sorpresa. Gli stati al voto sono cinquanta, l'amica obietta: "Ma non sono 52?", "No, 50 e il District of Columbia è incorporato nello stato di Washington quale stato dell'unione e infatti si chiama Washington D.C.". Basito chiudo il giornale e ascolto meglio. "I Repubblicani non vinceranno nemmeno morti e il bello è che sia che vinca Hillary per la quale faccio il tifo, sia che vinca Osama (storpia volutamente ridendo il nome di Barak Obama) assisteremo a un evento storico. La prima donna Presidente oppure il primo afro-americano Presidente... Eh altroché qui dove il più giovane ha novant'anni".

Il colore della pelle induce a ritenere possa essere stata adottata o sia figlia di stranieri residenti in Italia ma ciò non ha alcuna importanza: quei genitori andrebbero citati qual esempio di come sia possibile allevare figli che, intelligenti di loro, imparano velocemente a molto ben destreggiare il discorso politico verso cui, al contrario, assistiamo a manifestazioni di penosa ignoranza da parte di molti, ma molti, adulti. La nostra politica è anche figlia di quella ignoranza.

Volentieri anche là

La preziosa Irene e un gentile lettore (Antonio Montanari) mi rendono noto che da ieri (5 Febbraio 2008) il blog gemello a questo sulla piattaforma TypePad di La Stampa è elencato, fra gli altri, con il grande Luigi e Gian Contardo, nella pagina politica di LaStampa.it. Che dire se non il sentirmi quanto meno in dovere di riprendere immediatamente le pubblicazioni interrotte lo scorso Dicembre?

Per non disorientare nessuno questo blog è e rimarrà attivo. Alla redazione di Stampa Online il mio sincero grazie. - Fabrizio Zanelli - ikol22

martedì 5 febbraio 2008

Saper cogliere

Ognuno ha la sua arte. L'arte che attraverso la pittura mostra il proprio sentire, l'arte di intrattenere il lettore col proprio dire: fosse ben raccontando l'ovvio. L'arte che vuole nell'immaginifico mondo della poesia, coloro che danno forma all'anima. Ovunque e chiunque sappia col proprio fare o col proprio dire evocare qualcun sentimento in chi legge, ascolta o guarda è colui che in qualche modo interagisce con la nostra anima. Un medium che opera tra sentimento -ove tutto è vago- e intelletto -ove tutto è certo-. Un altalenante incedere tra anima e ragione. E' per questo che mi piace leggere i blog dove si racconta il quotidiano e si mostrano immagini di un ovvio che è tale perché sotto gli occhi di tutti. Ciò che tutti, da soli, non riescono talvota risolvere: è la capacità di cogliere quelle sfumature che contornano la nostra vita.

giovedì 31 gennaio 2008

Ciao Dixi

ciao dixi, è pixi qui che scrive. A dire il vero non ci siamo mai chiesti se quei due topolini animati vivevano ancora nella fantasia di qualcuno ma per noi nulla era mutato da quando li vedemmo negli anni '60. Non ci son stati mariti, mogli, figli, cani e gatti capaci di indurci a ritenere chiusa quella parentesi di gioventù. Ciao dixi, ciao pixi e se i presenti ci guardavano e non capivano tanto meglio. Ciao dixi ti ho detto anche ieri col cuore gonfio che scoppiava dentro nel vedere davvero un "topolino" annegato in sola pelle e occhi. La trasfigurazione, il tuo giusto non voler essere vista quale ultimo strenuo tentativo di non permettere al cancro bastardo di rovinare l'immagine che gli altri hanno pensando a te. Ti ricordino dunque come davvero sei e non come appari ora. Piangi, realizzando di aver inconsapevolmente violato questo tuo desidero, mi vergogno tanto ed esco mentre tu, pensandomi ancora lì, trovi la forza per sottolineare un affetto, il nostro, che non è la morte a mutare. Ciao dixi è pixi qui che scrive. Te ne sei andata questa sera e non mi par vero di aver chiuso una parte di vita in quel bacio dolce che ti lascio sulla fronte, in quel soprabito vuoto e nelle due borse che portiamo via dal tuo armadietto. Non c'è mistero nella morte ma la consapevolezza di rimanere soli. E disperati.

mercoledì 30 gennaio 2008

Filosofo cerca camera con / senza vista

Per quanto io da sempre ritenga che cercar casa e vivere nella città localmente guidata dalla signora Letizia Brichetto Arnaboldi (che con Marta Marzotto è l'unica altra donna in Italia che si fa chiamare col cognome del marito) sita nella Regione governata da Roberto Formigoni, ci vuol lo stesso coraggio che i siciliani han messo per vivere nella regione governata da Cuffaro, rilevo dal blog di Elisabetta che il giovane quanto simpatico blogger Filosofo Antonio Patti da quel di Firenze cerca camera singola in Milano. E' sufficiente leggere il suo annuncio QUI per non attendere oltre e chiamarlo tosto offrendogli la vostra migliore camera

lunedì 28 gennaio 2008

Il Draghetto

Il Governatore Draghi che ebbe a esprimere autorevole opinione sul sistema pensionistico italiano non un giorno qualunque ma il giorno di calendario immediatamente antecedente al giorno in cui il Presidente del Consiglio promise avrebbe formulato, come promesso, proposta volta a portar spiraglio nel vicolo cieco ove sindacati, confindustria e Governo s'erano venuti a trovare, è lo stesso Governatore che in uno dei momenti più delicati del Governo (tra i tanti) e cioè l'approvazione della legge Finanziaria, sortì con quella botta di novità sui redditi bassi nella famiglia italiana media e, in genere, monoreddito. Non pago di cotanto tempismo questo affascinante modello abituato a calcare le passerelle più mondane, esce ora con la rimarchevole quanto populista affermazione inerente al reddito sostanzialmente congelato sin dall'inizio del secolo (2000). So da me che il Governatore mette l'accento su piaghe giuste alle quali mettere riparo e freno ma mi chiedo e le chiedo Dr. Draghi: qual è il ruolo di Bankitalia nel nostro Paese? Non crede alla sintonia di una moderna e coerente politica economico - finanziaria in uno tra Bankitalia e Governo? Sicuro che Bankitalia sia solo una ballerina invitata alla danza giusto buona a schernirsi e defilarsi quando vien mezzanotte? Prima della prossima collezione Primavera Estate, che la vedrà protagonista tra i protagonisti dei migliori couturier, la pregherei di distrarsi meno e di voler formulare i suoi autorevoli sermoni almeno in presenza di un Governo.

domenica 27 gennaio 2008

Primo Levi e le Primavere mancate

Shoah in ebraico significa "distruzione". Si discute, par strano, sulla terminolgia più corretta per definire lo sterminio degli ebrei e non solo, nei campi concentramento nazisti. Esistono situazioni che non possono venire circosritte in un termine perché non esiste un vocabolo che renda anche solo l'idea di quanto vorremmo descrivere. Io ricordo il suicidio di Primo Levi. Si uccise in una bella giornata di primavera del 1987, era l'undici Aprile ed era sabato. Ricordo che andai a passeggiare in corso Re Umberto in mezzo alle piante secolari che delimitano il corso e che erano un'esplosione di foglie verdi stagliantesi nel cielo blu... E io mi chiedevo perché. Perché non in una fredda e grigia giornata invernale. Ma la primavera per Primo Levi non infondeva speranza alcuna. Come molti ebrei sopravvissuti, in quel campo di Auschwitz liberato il 27 Gennaio del 1945 dai soldati dell'Armata Rossa, maturò la convinzione che mai l'avrebbe lasciato e quindi davvero liberato, di esser colpevole. Colpevole di essere sopravvissuto e mai primavera per lui, sarebbe esistita ancora.

giovedì 24 gennaio 2008

Ehi psst psst, Pier Ferdinando Casini...

Gentile dr. Casini qualora ella dovesse aver a soffrire di un vuoto di memoria piuttosto comprensibile considerato l'insieme delle sue attivita, dell'onere derivante dalla tutela degli interessi afferenti alla sua famiglia, a quella di sua moglie, delle responsabilità di Partito, le dichiarazioni di Cesa, le chiamate telefoniche a cura della segreteria Vaticana per conto di Papa Ruini (il vero Papa) e quant'altro dovesse in questo periodo angustiare la sua povera vita inutile, mi permetta di mantenere vivo il ricordo di un paio di dichiarazioni rese da quell'angiolo ch'ella va pervicacemente difendendo:


Anni novanta: Giovanni Falcone accusato con gli altri da un quasi sconosciuto giovane politico democristiano. La stoffa si vede. Credo ch'ella non possa non riconoscere con malcelata commozione, in quell'imberbe giovane, colui destinato a diventare il Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro.



Di soli pochi giorni or sono questa è l'intervista onorevole Casini, resa dal Governatore Cuffaro dopo la condanna in primo grado per favoreggiamento. Ascolti onorevole, non si distragga, ascolti bene:




E per finire dia una scorsa a ciò che i telegiornali nazionali non hanno mostrato: la voce dei siciliani. Sì perché vede Presidente Casini, i siciliani, il coraggio che a lei e alla sua schiatta politica vien meno, l'ha tutto. Ascolti e guardi con attenzione anche questo video, poi, con comodo, con molto comodo ma non troppo: si vergogni. Coglione.

mercoledì 23 gennaio 2008

Sana e Robusta COSTITUZIONE


Fabrizio Zanelli è anch'egli per una Sana e Robusta
COSTITUZIONE !!!
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martedì 22 gennaio 2008

Deprimere il sentimento Nazionale

Fortunato l'ex Generale di Corpo d'Armata Angelo Bagnasco nel metterci a parte oggi del suo pensiero circa questo Paese. Francamente vien da chiedersi se questo suo ritenere il nostro Paese ""...sempre più sfilacciato, frammentato al punto da apparire ridotto addirittura ‘a coriandoli’"" sia pensiero antico, diciamo prima dell'agsto 2006 o odierno. Perché vede Dr. Bagnasco nel primo caso dovrebbe essere una corte militare a giudicarla (ed io ahimé non ho competenza in materia) ma nel secondo caso, qualora quindi ella dovesse battersi fragorosamente il petto sostenendo: "no, no, tutta farina odierna del mio sacco", in questo secondo caso dicevo Cardinal Bagnasco, mi piace informarla ch'ella ha palesemente violato l'art. 271 del C.P. là ov'esso recita al comma 1: ""Chiunque, ...(omissis)..., nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongano di svolgere o che svolgano una attività diretta a distruggere o deprimere il sentimento nazionale è punito con la reclusione da uno a tre anni."" già perchè vede Cardinale nel sua veste di Presidente della CEI, che agisce sul territorio nazionale, lei, oggi, oltre ad aver perso un'ottima occasione per tacere, ha commesso un reato nel momento in cui ha manifestamente inteso "deprimere il sentimento nazionale" e, ove non perseguito d'ufficio (come di certo non verrà), mi piacerebbe tanto citarla in giudizio.

Edit: inviato alla CEI alle ore 1:29

martedì 15 gennaio 2008

Galileo non c'entra

Premesso che chi scrive non foss'altro per aver a suo tempo visto uno splendido Tino Buazzelli in la "Vita di Galileo" (di B.Brecht regia di G.Strehler) ricorda con assoluta precisione il processo, l'inquisizione e l'abiura. A dire il vero lo ricordo per averlo anche studiato ma mi piace passare per la cruna dell'ignoranza nella quale s'è inteso cacciare gli studenti di Roma.

Non posso ahimé fregiarmi dell'etichetta "costituzionalista" di cui il professor Rodotà -che abbraccio- è stupendo portatore ma, assicuro chi avesse la ventura di leggermi, conosco piutttosto bene tanto l'impianto costituzionale quanto l'architettura giuridica che nel nostro Paese per quanto minata, scalfita e impoverita è, e spero resti: forte, alta e sublime.

Queste due premesse alla risposta che qui vado formulando per comodità al commento di Luigi riferito al mio "A casina sua, a casina sua", le dovevo a coloro che leggendomi avessero ritenuto quel dire frutto del peggior taglio di un'ottima partita di eroina. No e lo ripeto magari in grassetto e in rosso: il Papa, questo Papa, sta a casa sua.

Il Papa, questo Papa, sta a casa sua perché:

- in primo luogo l'Università è statale e vivaddio laica. Qualora il Rettore Guarini pur subendo il fascino della tradizione, abbia perso parte di quella magnificenza che la carica invero imporrebbe, è bene rammentargli che il Papa, questo Papa, è anche colui che non più tardi di cinque giorni or sono ha versato fiele sulla gestione di quella Città, di quella Provincia, di quella Regione come mai s'era udito prima (1). Giudizi severi, forse giusti e forse doverosi ma certamente non volti a creare presupposti di distensione. A dire il vero a quel dire da satanasso il Vaticano ha fatto seguito causando -se possibile- ancor più imbarazzo

- in secondo luogo se è allo studioso, all'uomo di cultura che indendiamo spalancar l'uscio, deontologia vorrebbe che all'uditorio venisse concesso il diritto di replica. Nel programma dell'inaugurazione dell'Anno Accademico (non ancora -curiosamente- modificato mentre scrivo sul sito dell'Università) si legge che al termine della cerimonia (che prevede una lectio magistralis dal titolo: "Pena senza morte") avrebbe dovuto seguire ""una sua -del Pontefice ndr-riflessione alla comunità universitaria e visiterà la Cappella universitaria restaurata di recente."" Noi della riflessione di un Papa, questo Papa, che non perde occasione per imporre l'oscurantismo di quell'inquisizione che piegò (e piagò) Galileo, ne facciamo volentieri a meno. Se proprio crede la vomiti da casa sua ma non qui a casa nostra.

- in terzo e ultimo luogo il Papa, questo Papa, ha modo un giorno sì e l'altro pure per rammentarci come le nostre povere e inutili vite siano destinate a dissolversi nel fuoco eterno. Se per un giorno, domani, ne farà a meno davvero non ci dorremo.

A casina sua quindi il Papa, questo Papa.

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(1) - Discorso di Sua Santità BENEDETTO XVI agli Amministratori della Regione Lazio del Comune e della Provincia di Roma

A casina sua, a casina sua

A me solo duole che i firmatari avverso l'intervento di Benedetto XVI presso l'Università La Sapienza di Roma, siano pochi. Premesso che non giustifico la leggerezza con cui la Santa Sede permetta al Pontefice di uscire dalle mura Vaticane esponendo così Sua Santità a incommensurabili rischi, infinite minacce e -quel che è più- sottoponga all'augusto sguardo, il degrado che attanaglia alcune aree di Roma ma, a parte ciò, mi chiedo perché mai sia irrispettoso verso il Papa quel ch'egli per contro non si perita certo di far mancare un giorno e sì e l'altro pure: la squisita osservazione critica secondo cui le nostre povere e inutili vite sian lentamente quanto inesorabilmente volte alla perdizione. Ora, dr. Hannibal Lecter, al secolo prof. Joseph Ratzinger, non ne voglia a quei docenti e studenti che di sentire un'altra volta tuonare contro l'inutile corsa della scienza giusto in casa loro, rende greve l'aria, stanco lo sguardo e rantolo il respiro. Stia a casina sua Santità, lontano da quegli zotici che se poi, per caso, dovesse perdere un'altra volta l'Anello del Pescatore, quelli, son fin capaci di distruggerlo (e lei certo sa cosa ciò significhi).

lunedì 14 gennaio 2008

Ma quando inizia Sanremo?

Se c'era un nome che riusciva quasi a infondere speranza di eternità pronunciato al capezzale del mai troppo compianto Norberto Bobbio, era quello di Silvio Berlusconi. Era infatti sufficiente bisbigliarne il nome perché il mai troppo compianto filosofo avesse un sussulto. Era il 1994 quando scrisse fra il resto su La Stampa (10 Febbraio): ""Non ha precedenti in Paesi democraticamente più maturi del nostro una tendenza all’unificazione del potere politico col potere economico e col potere culturale attraverso il potentissimo strumento della televisione..."" Chissà dunque come accoglierebbe oggi, di quel figuro, la serafica proposta di mettere da parte la proposta di legge sulla riforma tv pena il decadere del dialogo su la riforma elettorale. Un simpatico baratto volto a non turbare alcuno dei suoi interessi.

Possibile si chiedeva Bobbio che gli italiani non capiscano e non reagiscano? E' possibile Professore perché anche oggi vi sono italiani che di fronte a quella proposta non battono ciglio e si chiedono quando inizierà Sanremo.

domenica 6 gennaio 2008

Figlio del Vento

...Del 3.12.'04.

Guardi giù, scendi di qualche metro ma poi un refolo e via sempre più su fino a tendere gli ultimi metri di quel filo che ti tiene legato a noi. Il vibrare della carta schiaffeggiata dal vento, le bacchette di legno flesse sino al lamento quando all'improvviso al comando di un pilota fantasioso, ruoti un poco su te stesso e scendi virando veloce ma poi di nuovo là a puntare verso il blu. Spezzato il filo, affrancato dall'obbligo di essere parte dello schema terreno sei ora figlio felice di un vento sconosciuto. Sei aquilone ma sei soprattutto libero.

sabato 5 gennaio 2008

Antiche scale

Onestamente pensavo alle foto che avrei fatto, ieri pomeriggio, mentre camminando svoltavo da via Po in via S.Ottavio ma nel vedere l'università tutto è tornato come allora anche se nulla è come allora. Allora c'erano le auto, c'era il traffico, il rumore e la confusione. Il bar dell'uni i ragazzi e l'angolo con via Verdi dove ci aspettavamo. Mi son fermato lì proprio dove la memoria ha voluto scolpire quel pomeriggio di primavera in cui ti vidi scendere quella scalinata: piccola, bella, bionda e allegra mentre io stavo per dirti della strage di Piazza della Loggia a Brescia che ci cambiò l'umore ma non la voglia di stare insieme. Il brumoso quadro che ho di fronte ha nulla in comune con quel giorno salvo il palazzo. Sto lì ad aspettare il nulla e un passerotto biondo che non è più quando mi accorgo che la scalinata appare meno ripida rispetto ai miei ricordi. Forse è solo un modo per salire più facilmente a te.

Thinking Blogger Awards


Ringrazio ancora molto Ennebì - Il Balcone per avermi segnalato nella catena dei Bloggers: "Thinking Blogger Awards". Non chiedetemi ora cosa accada (e come) però mi piace l'idea di un elenco di blogger il cui blog "fa pensare". Volentieri partecipo e segnalo a mia volta:

"Gobettiano", "Bogianen", "Irene Spagnuolo", "Che vuoi farci è la vita, la vita, la mia", "TheBlogUp"

Nella segnalazione effettuata ad ognuno dei citati ho altresì riportato le regole per partecipare.

lunedì 31 dicembre 2007

Bravo Sindaco !

Sento ora che il Sindaco di Torino annulla tutti i festeggiamenti previsti per il Capodanno. Concerti in piazza, fuochi d'artificio. Nulla. Il buio e il silenzio pubblico per ricordare Giuseppe Demasi anni 26, ultima vittima della mattanza alla ThyssenKrupp. Bravo Sindaco. Che questo silenzio e questo buio servano a rammentare quella vita e tutte le altre così barbaramente troncate da un omicidio che, come ben scrive Carlo Federico Grosso, è da doversi ritenere doloso.

Auguri 2008

In chiusura d'anno i bilanci rappresentano il prezzo che ognuno deve pagare per dimostrare al mondo quanto ha fatto, detto, costruito, realizzato, portato a termine, chiuso, preventivato, immaginato e chissà che altro. Io tuttavia credo che i bilanci personali debbano rimanere tali, quelli personali ma afferenti alla vita di relazione potranno semmai venire minuziosamente stesi dal prossimo. In chiusura d'anno preferisco quindi guardare a ciò che auspico. Nel 2008 mi piacerebbe poter fare il solo lavoro che son capace: il consulente e analista; mi piacerebbe poter guardare all'uomo che cammina alle spalle senza diffidenza, che l'Alitalia venga davvero gestita da Air France, che Formigoni si faccia vivo non solo per difendere il suo orticello catto-mafioso. Mi piacerebbe vedere morti alcuni pregiudizi sui disabili sì da poterci definire un Paese da imitare (perché non crediamo che all'estero in tema di pregiudizi sia tutto roseo) e mi piacerebbe vedere morti... Alcuni. Cosa pensate? Io intendevo semplicemente riferirmi alla loro morte pubblica ma che Dio conservi loro tutta la protervia, la tracotanza, la becera e sguaiata ignoranza grazie alla quale il mondo ci ha puntato il dito. E riso. Auguri dunque a puttane e intrallazzatori, a comunisti e non ricordando a tutti che ci sono vie di mezzo e che i Giudici, anche nel 2008, non si scordino di punire i mafiosi: qualsiasi giubba vestano. Anche firmata.

lunedì 24 dicembre 2007

Urban X'mas

La musica lontana ha le note di una canzone di Zucchero. La nebbia, mentre scrivo, rende lattiginoso l'insieme di una realtà comunque opaca e distante. Forano il brumoso quadro quelle lucine colorate che si accendono e spengono per nessuno su quel balcone laggiù. E' Natale ma non è il Natale di quando zia Maria mi confidava di aver incontrato Gesù Bambino ansioso di sapere cosa io avrei desiderato. Il Natale dei Bambini è il solo nel quale il dono abbia un senso. L'ultimo degli ambulanti sta ritirando veloce la sue merce e già i netturbini fan capolino per ramazzar via ciò che rimane degli avanzi. Qualcuno cammina curvo a raccogliere qualche frutto e anche quell'ultimo ramo di vischio dimenticato. Ora è finalmente silenzio. Buon Natale.

mercoledì 19 dicembre 2007

Bella Ciao e le Mondine

Quest'anno andranno a Barcellona in aereo mi confida perplesso un collega a proposito dei suoi figli che sono al liceo. Già in aereo. Il discorso è scivolato altrimenti ma io mi son fermato su quell'andare in gita scolastica in aereo. Poveri ragazzi. Io andavo alle grotte di Bossea su un pullman blu ma ciò che non dimenticherò mai era quel cantare a perdifiato "Bella Ciao" sulla strada del ritorno. Ignoravamo il tanto che la canzone popolare porta con sé. Ignoravamo delle mondine e dei partigiani, cantavamo quasi come se quel canto fosse scolpito nel nostro DNA e alla fine, chissà perché, ci trovavamo con gli occhi lucidi. Maschi e femmine.


Ha preso l'avvio ieri un blog che mi piace, si chiama "Mondine 2.0 - Di Madre in Figlia". Lo aggiorna Valeria, una ragazza in gamba e si inserisce in un progetto multimediale che ha lo scopo di raccontare, delle mondine, la loro storia: la storia di donne eccezionali che tramite il film documentario prodotto da Davide Ferrario (l'autore di "Dopo mezzzanotte" David di Donatello 2005) con la regia di Andrea Zambelli, partirà da quelle storie per volgere lo sguardo al molto che ancora c'è da fare in tutela del lavoro e delle donne.

Da non perdere lo spazio musicale su MySpace dove le musiche tradizionali si intrecciano con l’elettronica dei Fiamma Fumana, fondati dall’ex Modena City Ramblers Alberto Cottica.

Chi mi legge, se appena può, dia uno sguardo a quei siti e poi comprenderà perché in aeroporto e men che meno in aereo si può cantare "Bella Ciao"

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sabato 15 dicembre 2007

Soffio di Eterno

Ieri e oggi la RAI si adopera per Telethon. La ricerca e con essa i risultati volti a sconfiggere o almeno limitare i danni causati dalle malattie genetiche è un sogno... Un bel sogno che poco alla volta con l'impegno di ognuno (anche dello Stato) può veder la luce sino a divenire realtà. E' in onore al sogno, a quel sogno, che dedico quanto scrissi nel lontano Giugno 2004:

Tu che sei sogno perchè riesci dipingere il quotidiano colorandolo di fantastico narri di sole e di mare, sorridi alla vita perché l'hai in pugno, la plasmi, la modelli, le dai forma, sostanza, scopo e nella corsa verso il domani mi prendi per mano, dispettoso visino dal monello fare, e mi traghetti verso sponde di luce, spiagge bianche nel cristallino blu dell'amalgama di cielo e mare dove sognatore chiudo gli occhi per sentirti accanto, per avvertire il profumo di eterno: un soffio d'amore che è solitario refolo nel perenne cielo della speranza.

venerdì 14 dicembre 2007

In rigoroso Attenti

"Guarda la Lidia insiste che andiamo da loro a Cavoretto (sulla collina torinese), sai hanno la tavernetta e taanto spazio. D'altronde mia cognata mi ha chiaramente fatto capire che quest'anno il capodanno non possiamo passarlo altrove se non da loro. Io si capisce lascio decidere ad Aldo ma se dipendesse da me ce ne staremmo tranquilli a casa nostra anche se poi si sa alla fine da qualche parte si va. In effetti potrai mica startene solo a casa la notte di Capodanno?" Oh cara signora-delle-balle che ti ho udita stamane in cotanta perla di ragionamento, cerrrto che si può. E' il mio capodanno preferito: ascolto il discorso del Presidente, faccio una normalissima cena e a mezzanotte apro un franciacorta millesimato. Ascolto -ben diffuso- l'inno nazionale in rigoroso attenti, mi commuovo e la sera finisce a coccolare Mao il mio gattone nero. Visto signora-delle-balle che si può?

giovedì 13 dicembre 2007

Santa Lucia

Svegli con l'udito teso per cogliere nel silenzio quel borbottio sommesso e complice, un rumore più forte, risa soffocate e fruscii. Poi di nuovo silenzio. E' il momento. Dagli occhi socchiusi filtra un baluginio tenue. Eccoli nelle loro tuniche bianche, lunga ai piedi una, corta la seconda perché in quel buffo altalenare tra corto e lungo si risolve il senso della loro crescita. Hanno i piedini nudi, il ramoscello in testa, la fascia rossa a vita e la pila perché le candele son pericolose nelle loro manine ancora un poco sgraziate nel muoversi. Portano pane e Nutella e il fratellino impacciato guarda la sorellina per capire come muoversi. La guarderà ancora, la guarderà sempre: per imparare prima, per proteggerla poi. Quando adulti rammenteranno questa piccola concessione alla tradizione, si fermeranno un momento e un sorriso si dipingerà sui loro volti. E' giusto un attimo: appena il tempo del ricordo e poi via incontro alla vita.

mercoledì 12 dicembre 2007

Chiamatemi Intrepido !

Al maestro spirituale Tenzin Gyatso (al secolo meglio e più noto come Dalai Lama), verrà conferita domenica 16 dicembre 2007 la cittadinanza onoraria della città di Torino. Nel 1989 all' "Oceano di saggezza" -così secondo fonti Wikipedia si può tradurre "Dalai Lama"- venne assegnato il Premio Nobel per la pace stante il suo modo non violento di resistere alla Cina e all'occupazione del Tibet sin dal 1949. Dal momento che la Cina ha fatto sapere che sono in serio pericolo le esportazioni dirette alla nostra città di prodotti contraffatti e parimenti sembra che anche gli Involtini Primavera siano a rischio, pare, secondo accreditate fonti cittadine, che la massima autorità spirituale della scuola Gelug, verrà ricevuto dal Consiglio Comunale nella sala rossa del bar gelateria Fiorio dove in modo davvero informale il sommo potrà gustare un buon gelato al Gianduja offertogli dal Sindaco. Allo scopo di non compromettere il delicato equilibrio economico e politico torino-cinese (= torinese), i vertici di Regione e Provincia offriranno dal canto loro un vermouth al vecchio tibetano in luogo non ancora reso noto alla stampa. Taluni mormorano che possa trattarsi dello studio privato di casa Raffestin (marito della Presidente Bresso)...

Dottor Lama, a cerimonie terminate, sarò ben lieto di offrirle una pizza da Eataly e guardi che ardire: lo dico persino qui, alla faccia dei cinesi !!!

martedì 11 dicembre 2007

Warning

Io in fondo sono ricco. Parlo per me ma di certo potrei includere anche buona parte di coloro che talvolta mi leggono. Siamo ricchi a prescindere dal denaro di cui possiamo disporre e sarebbe sciocco far l'elenco delle piccole o grandi comodità di cui amiamo circondarci sino a non poter far a meno di qualcuna o buona parte di queste. Una certa tv di nicchia lontana dai clangori di isole, fratelli o anche solo dallo starnazzare della signora Ventura, ci pone però di fronte un'Italia diversa. Un'Italia che almeno io, colpevolmente, avevo un po' rimosso. Andando dietro ai proclami di chi ci vuole ricchi o anche solo, oggettivamente, vedendo una certa fatua italietta mi ero scordato dei poveri. Di quelli -tanti- che non arrivano a fine mese, di quelli che -come ben scrive Matilde ieri- fanno quei lavori umili che pensavamo relegati ad una certa compagine straniera (che peraltro non sposterebbe di una virgola l'onere sociale). E dunque? Potrebbe valere il motto di J.F.Kennedy: ""Se non riusciamo ad aiutare i molti che sono poveri non riusciremo mai a salvare i pochi che sono ricchi"". La politica interna dell'attuale governo americano sta provando quanto fosse vero quell'assunto. Non emuliamo sempre il peggio di quel Paese. Ravvediamoci per tempo.

lunedì 10 dicembre 2007

Almeno per una volta

Ho visto occhi lucidi descrivere il terrore. L'odore della morte, il grido disperato di chi, cosciente, è cosciente di morire. Lo strazio, la nausea, il vomito di polemiche che seguono sino a voler ribaltare sull'errore umano condizioni di lavoro in realtà degradanti senza alcuna garanzia e senza che qualcuno, sindacati per primi, volesse occuparsi di quanto stava accadendo alla Thyssenkrupp di Torino. Al General Meeting che si terrà il prossimo 18 Gennaio quei grassatori di masse operaie nemmeno faranno un cenno dell'accaduto e noi, tra meno di venti giorni, anche. Incroceremo bicchieri, faremo cin-cin, ci augureremo salute perché fin che c'è quella... Già, fin che c'era quella a sostenere ritmi di dieci, dodici ore di lavoro da parte di quei poveretti, le loro famiglie potevano sperare in qualche soldo. Non dimentichiamoci di loro, davvero, almeno per una volta.

venerdì 7 dicembre 2007

Elegia all'Io

Tu che sfogli il giornale come se ogni pagina fosse di tale lordura da doverla gettare con disgusto alla sinistra e non pago dai ancora un colpo alla poveretta perché lì stia e mai osi alzarsi. Tu che parli al telefono cellulare senza provare un moto di vergogna nel mettere a parte chi ti sta attorno di dati e cose che mai, diversamente, ti sogneresti di rivelare, anzi, tu sei di quelli che tosto hai fatto togliere il tuo nome dall'elenco telefonico "perché si sa... La privacy". Tu che ti compiacci nel tirar dritto perché non c'è questua che possa intenerirti il core giacché codesti parassiti li manderesti tutti non so dove ma di certo lontano dal tuo augusto sguardo. Tu che non devi chiedere perché ordini, non vieni sfiorato dall'alito del dubbio perché dalla tua hai la forza della certezza e che forse appartieni alla schiatta di coloro che col vessillo nazionale si puliscono il viso (che tanto l'uno o l'altro sempre uguali sono), tu, sìsì proprio tu: sei un poveretto che crede di poter scrivere l'elegia all'Io mentre in verità incespica nel leggere. Tu fai molta pena ma ciò che più mi fa sorridere è che pensi io ti stia guardando con ammirazione.

martedì 4 dicembre 2007

I Blog

Prima di tutto mi scuso verso quei lettori, quantunque pochi, che dovessero aver provato un moto di delusione nel veder fermo per qualche giorno questo blog. Se c'è cosa che odio è vedere dei blog fermi, abbandonati, o svogliatamente proseguiti con aggiornamenti idioti pur di dire "ci sono". I blog quale proiezione del proprio io che, alla resa dei conti della costanza e dell'impegno, si rivolvono in miserrimi fallimenti.

Altra cosa è l'interpretazione del blog quale moderno diario nel quale la chiave di accesso, un tempo velatamente nascosta con la segreta speranza venisse trovata, è davvero lì alla portata di chiunque sappia scoprire questo o quell'angolo.

Anche la scrittura quindi è venuta mutando in una metamorfosi che l'ha vista assurgere se non a vette di lirismo, di certo a un eloquio non così simile al parlato quotidiano che, per contro, è ancora e sempre utilizzato nel tema stiracchiato dal titolo improbabile assegnato dall'insegnante talvolta anch'egli stanco e svogliato come i suoi studenti.

Chi apre un blog e lo aggiorna con costanza si ritaglia invece un angolo in cui stile, modo e criterio di esposizione (nonché certamente i contenuti), procura un numero di lettori più o meno vasto che spinge l'autore nella giusta direzione del far meglio: del non deludere chi lo legge. Il circolo che si crea -tutt'altro che vizioso- altro non fa che favorire la nascita di amicizie tra persone con identità di vedute, quelle che siano e ciò, in ultima analisi e contrariamente ai soliti benpensanti da quattro soldi, è la prova come la rete funga da catalizzatore più che da detonatore di vizi, manie e perversioni.

giovedì 29 novembre 2007

Ragioniamoci su

A me piace molto tanto il dire quanto il modo e lo stile che trovo nelle righe di Irene Spagnuolo. Ciò, tuttavia, non significa con lei essere sempre completamente d'accordo. Stamane infatti Irene chiosa un "Beviamoci su" ove io mi trovo dissenziente in quella che parmi essere una sorta di comprensione generalizzata verso coloro che bruciano la loro vita, quando non anche quella altrui stordendosi nell'alcol e vomitando sul mondo il loro malessere.

Andrei cauto anche solo nel tentativo di voler troppo capire. Vi sono comportanmenti che talvolta strizzano l'occhio all'atteggiamento, al capriccio che gnaula la sua richiesta di attenzione: proprio quella che gli si va punto a dare. Il quadro dipinto da Irene infatti è ben calato nella realtà ma a mio modo di vedere, costoro, meritano l'attenzione che il buon genitore riserva al bizzo querulo.

Ciò perché, semplicemente, accanto a loro, esistono vivaddio e sono altrettanto molti, ragazzi che si divertono, vivono il loro tempo, masticano angosce, ingoiano delusioni ma imparano a anche a tirar dritto e a non cadere nella trappola che vuole metter loro in alto e in bella mostra l'etichetta del "disagiato-poverino". Quel fare, anzi disfare, non deve metterci nella condizione di sentirci in colpa per non aver saputo loro dare ideali ai quali aggrapparsi. Gli ideali sono quelli che ogni generazione, ogni individuo si costruisce con la vita di ogni giorno, col guardarsi attorno: maturando esperienze, macinando vita.

Specchio di tristezza

E' facile, troppo facile ridere di questa generazione di Casa Savoia. Se appena però ci si volta indietro a guardare, di questa nobil casa, le generazioni precedenti, il riso si trasforma in una smorfia di dolore ovvero sdegno quando non anche di disgusto. Con buona evidenza quindi v'è da ritenere ch'essi, nel corso dei secoli, si siano talmente involuti e chiusi su sé medesmi al punto di dare da quattro generazioni a questa parte la sensazione di aver a che fare se non con degli imbecilli, certamente con degli stolti.

D'altronde è parimenti facile cogliere, di un caso di cronaca: una speculazione commerciale di bassa lega messa in atto da un figuro non meno disgraziato -almeno sul piano morale- dell'assassino assoldato quale promotore pubblicitario, l'aspetto deteriore. Facile al punto da ritenerlo quasi una trappola affinché, da ciò, derivi grande pubblicità e dunque guadagno, facendo così il gioco del figuro (al secolo Alessio Sundas) del quale leggo nella preziosa biografia che mi auguro presto introdotta nei sussidiari scolastici, come, il giovine, già nel lontano 1988 calcasse le scene venendo introdotto in quel prezioso salotto, nota fucina di cultura, che rispondeva al nome di Maurizio Costanzo Show dove il nostro, là, si presentò quale "baciatore"...

Specchio dei tempi, dirà qualcuno. Vergogna vergogna vergogna, grido io.